Il Condono edilizio e lo strapotere delle Iene

In questi giorni, a proposito della Manovra economica, si accenna ad una proroga del condono edilizio con possibilità di sanatoria in aree sottoposte a vincoli. Apriti cielo! Molte associazioni ambientaliste ed alcuni partiti si sono subito schierati contro, denunciando manovre a favore della malavita organizzata, gridando allo scandalo ed alla distruzione dell’ambiente senza però conoscere neanche i contenuti delle proposte. Proviamo a spiegare qualcosa. Qualche mese fa è scaduto il termine per potere accatastare i cosidetti “fabbricati fantasma” , ed è un paradosso che molti di questi oggi siano sottoposti a regolare tassazione e che però non siano stati legittimati solo il profilo urbanistico. Non sarebbe logico, dopo averne chiesto l’accatastamento consentirne la sanatoria? In riguardo alla questione dei vincoli paesaggistici, molti non sanno che in queste aree è possibile costruire! Basta solo che si ottenga un nulla osta dall’Ente preposto alla tutela del vincolo stesso. Se una casa, ancorché abusiva, è perfettamente conforme ai dettami del vincolo ambientale, diventa assurdo farla demolire quando poi potrebbe essere ricostruita tale e quale, con un doppio carico ambientale di iniziative industriali-edilizie. In questo caso una sanatoria consentirebbe di ottenere la salvaguardia dell’ambiente. L’ultima sanatoria è stata varata nell’anno 2003 e purtroppo in materia di sanabilità su aree vincolate, sono state scritte norme poco chiare tanto da essersi bloccate migliaia di pratiche in tutta l’Italia. Quello che si chiede in questi giorni al governo è di non permettere la sanabilità nelle aree con vincoli ambientali di inedificabilità (coste, monumenti, aree archeologiche etc), ma di permetterla la dove le Soprintendenze consentono di edificare, ovvero nelle aree con vincolo di “edificabilità condizionata”. Considerato pure che la poca chiarezza della norma ha comportato incertezze nella presentazione delle istanze, sarebbe opportuno riaprire i termini di presentazione della sanatoria, per ovvi motivi di equità, tra chi ha presentato e chi non ha presentato l’istanza. Quì, non si vuole essere pretestuosi sui motivi che hanno causato l’abusivismo edilizio, sicuramente, legate alla inefficienza della pubblica amministrazione e non al malaffare che è dedito ad altre speculazioni, spesso regolarmente autorizzate e molto più remunerative. Neanche si cercano giustificazioni, rispetto ai bisogni delle persone, alla mancanza di alloggi popolari, alla mancanza di terreni a prezzi calmierati, al diritto fondamentale alla casa, seppure sono tutte inoppugnabili. Vogliamo attenerci alle regole e si chiede solo che siano emanate norme di buonsenso e di unanime interpretabilità. Niente deturbazione dell’ambiente, niente danni agli altri cittadini , chi ha fatto ciò non deve avere possibilità di condono edilizio. Diverso se l’ordinamento può rendere conforme un’opera che si inserisce correttamente nel territorio. Confidiamo nel coraggio e nel senso pragmatico dei parlamentari perché, comprendiamo, sarà difficile trattare questi temi, quando c’è un forte “strapotere delle Iene” non riferito al famoso programma televisivo, quanto ad una lobby di politici ed ambientalisti che a prescindere dalle motivazioni, si rifiuta categoricamente di aprirsi al dialogo e, non vogliamo pensare che accada, per difendere miserabili interessi di parte.
Settimo Claudio De Pasquale

Presidente di “Comitato326 per la tutela della casa”
Caltagirone

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