Lettera aperta:il dissesto finanziario del Comune di Caltagirone

La giunta Bonanno ha adottato una delibera su proposta degli UFFICI, che hanno accertato una situazione di dissesto. NON E’ LA GIUNTA BONANNO CHE LO HA ACCERTATO, essa ha solo ratificato un documento tecnico, salvo rischiare di compiere un atto di grave illegittimità, ovvero, dichiarare che non vi è dissesto quando invece c’è.
NON C’E’ ALCUNA DECISIONE POLITICA DI PRATICARE IL DISSESTO FINANZIARIO. Il Sindaco Bonanno e i componenti di giunta, da sempre, proclamano di volere a tutti i costi evitare il dissesto finanziario. PURTROPPO i pareri tecnici, dei dirigenti, dei revisori, della corte dei conti, non consentono, in atti, di percorrere altre strade. E’ SBAGLIATO portare ad esempio Comuni come Messina e Catania, che comunque entreranno in predissesto che è l’anticamera del dissesto, nella speranza di potere risanare i loro conti. Il predissesto che tanti invocano come fosse la panacea di tutti i mali(tecnicamente detto procedura di riequilibrio decennale) può comportare CONDIZIONI PEGGIORI RISPETTO AL DISSESTO STESSO: una lunga agonia di 10 anni, di TASSAZIONE AL MASSIMO, di povertà amministrativa, di vincoli DEFINITI di spesa, anche per i servizi sociali, di sofferenze per tutti: di fronte a questa prospettiva un’ amministrazione lungimirante ha il dovere di analizzare quale sia lo strumento migliore che la LEGGE mette a disposizione per risanare i conti, in questo caso si potrebbe trattare di un taglio netto al fine di ricominciare da zero e CON UNA SANA GESTIONE NE USCIREMO PRIMA DEI DIECI ANNI! Il dissesto non è una scorciatoia e neanche un atto di irresponsabilità politica. Il dissesto, è un fatto amministrativo chiaro, accertato, non dal Sindaco e neanche dalla sua giunta ma, ripeto, dagli esperti.Il dissesto non lo abbiamo fatto noi, ricade su un bilancio degli anni passati: QUELLO DEL 2011! Il giorno dopo l’eventuale dichiarazione di dissesto, la vita continuerà normalmente per ogni cittadino di Caltagirone. Anche per gli artigiani per i commercianti per i professionisti, per i dipendenti, PER TUTTI. Anche per eventuali creditori che questa amministrazione si impegna a tutelare, con gli avanzi di gestione sui bilanci successivi a quello del 2011 che, come risaputo, è l’unico dichiarato in dissesto.
Il centro-sinistra non ha offerto nulla, nessuna collaborazione. Solamente abbandoni dell’aula consigliare ed opposizione inconcludente. Quella opposizione che dimentica quando alcuni ci prodigavamo per il bene della città, sostenendo provvedimenti anche della precedente amministrazione. Non ricambia. Non lo ha mai fatto. Alcuni conducono solo lotta politica, aizzando gli animi, rischiando di creare rivolte sociali, con grave danno anche per l’immagine della città e senza che ve ne sia alcun motivo. Il Sindaco non ha mai attaccato l’amministrazione precedente, non ha scaricato responsabilità su altri, ha preso atto di una situazione che gli è stata prospettata e rispetto alla quale non può compiere atti di irresponsabilità.Purtroppo viene spesso aggredito politicamente e mediaticamente in modo ignobile e, solo tali atteggiamenti lo hanno portato, raramente, a reagire. Penso che questa sia un’amministrazione molto autonoma, con una componente municipale accentuata e lo dimostra il fatto che le decisioni, nei gruppi di maggioranza, vengono assunte trasversalmente e non per appartenenza politica. Siamo sempre aperti al dialogo costruttivo, sopratutto con l’opposizione, perché la nostra non vuole e non deve essere una scelta politica, ma una scelta compiuta al fine di pervenire alla soluzione più adeguata nell’interesse della nostra città, che appartiene a tutti noi e non solo ad una parte. Potremmo agire da irresponsabili, facendo finta di niente e lasciando alle future generazioni l’onere dello squilibrio finanziario: ne usciremmo, politicamente indenni, perché siamo coscienti di rischiare di diventare “quelli del dissesto”, ANCHE NON AVENDO ALCUNA RESPONSABILITA’, ma, credetemi, a volte si sente il dovere di fare la cosa che si crede più giusta, anche mettendo in discussione se stessi.
Claudio De Pasquale.
lettera aperta pubblicata sul blog www.claudiodepasquale.it