La paventata soppressione degli Uffici Giudiziari di Caltagirone

L ‘ipotizzata soppressione del Tribunale di Caltagirone comporterebbe pesanti ricadute nel comprensorio calatino  in termini di accesso al servizio giudiziario e di ulteriore impoverimento della già precaria situazione socio-economica del territorio, oltre a determinare un evidente aggravio delle spese di giustizia per i cittadini e dello Stato Italiano.

 

 
Il territorio Calatino, sta subendo da anni un processo di drastica riduzione dell’offerta di servizi essenziali.

 
Il suo centro principale, Caltagirone, verrebbe oggi ad essere spogliato anche del Tribunale o di parte dei suoi uffici, l’Istituzione più prestigiosa; un presidio di legalità che negli anni ha svolto una funzione meritoria, insostituibile, fondamentale, sul terreno della lotta al crimine, anche organizzato.

 
È paradossale che per una regione come la Sicilia, stretta tra depressione economica e recrudescenza di certi fenomeni criminali, il Governo nazionale non abbia di meglio da proporre che la soppressione dei suoi principali presidi di giustizia.

 
Il Consiglio comunale è a fianco dei cittadini, dei comitati, delle Istituzioni, che in queste ore stanno lottando tenacemente per scongiurare tale sciagurata ipotesi.

 
Il nostro non deve essere un semplice sostegno morale, ma un impegno concreto, fatto di iniziative politiche ed istituzionali, per indurre il Governo a revocare la sua decisione. Perché è una decisione dannosa, per prima, per le casse dello Stato.

 
Tanto più che proprio il nostro Palazzo di Giustizia è stato recentemente ampliato anche nella offerta dei servizi e sarebbe in controtendenza con le stesse politiche di rigore, la soppressione degli uffici giudiziari proprio quando ingenti risorse pubbliche sono state impiegate per realizzare la struttura che dovrebbe ospitarli. Il governo torni sui suoi passi, La giunta Regionale faccia sentire la propria voce, la faccia sentire anche la giunta Provinciale.

 
L’ipotesi di soppressione o di fantasiosi accorpamenti degli uffici giudiziari è inaccettabile, non per  una mera questione di campanilismo e di difesa del territorio, ma perché comporterebbe un aggravamento dell’amministrazione della giustizia nella Provincia di Catania e certamente un aggravio di spesa.

 
Pertanto, è necessario che tutte le forze politiche, i magistrati e gli avvocati facciano quadrato al fine di evitare che si concretizzi  tale nefasta ipotesi. In particolare, è responsabilità dei parlamentari della nostra provincia farsi carico di una battaglia di civiltà e di giustizia per il nostro territorio”.

 
Siamo alla vigilia di un disastro che stravolgerà l’amministrazione della giustizia nel territorio e, soprattutto, comprometterà  gli interessi dei cittadini. Dobbiamo assumere una posizione forte e dura, che si muova in direzione di una radicale difesa  della sede di Caltagirone.

 
Il governo tecnico intende sopprimere Tribunali e le loro Procure. Il territorio Calatino  non può assolutamente rientrare in questo progetto di ridimensionamento.

 
Vorrei però, invitare tutti a non incorrere nella debolezza di difendere il proprio tribunale solo per campanilismo. Io sono d’accordo con l’ipotesi della soppressione di sezioni inutili, ma non con la soppressione degli uffici giudiziari di Caltagirone, perché l’accorpamento a qualsiasi altra sezione comporterebbe problemi gravi e inaccettabili per un intero territorio e non sono per i cittadini di Caltagirone. Il danno si estenderebbe anche agli utenti del Catanese che si troverebbero di fronte ad una Giustizia inaccessibile a causa dell’eccessivo carico di lavoro.

 
La cosa che mi lascia perplesso, è come questi tecnici che ci governano, non abbiano la capacità (ed in quanto tecnici dovrebbero averla) di esaminare con attenzione ogni singola questione per poi trovare la soluzione più logica e conveniente per l’intera Nazione. E’ veramente assurdo pensare allo spostamento di uffici giudiziari verso Catania. Forse il Tribunale è tra quei tre della provincia che continuerà ad esistere, ma sembra certa l’ipotesi dello spostamento della Procura. Ma mi spiegano questi tecnici quale risparmio si otterrebbe? Nessun risparmio per personale e infrastrutture, perché non si può licenziare nessuno e gli immobili vanno comunque mantenuti. Inoltre si dimentica il costo dello spostamento di archivi, il costo per realizzare nuove infrastrutture per ospitare il nuovo personale dipendente, l’allestimento di nuovi uffici etc. Ma dove stà il risparmio ? Qui si rischia di aggravare ancora di più le casse dello Stato, per scelte completamente sbagliate ed irragionevoli, fatte a tavolino, da qualcuno che non si è confrontato o non ha avuto la possibilità di verificare la realtà dei luoghi e dei fatti. Ma c’è un altro costo indiretto ed è quello altissimo della eventuale mancanza di un importante presidio, in un territorio vasto come quello del Calatino, che fino ad oggi ha garantito legalità a tutti i livelli. Quale sarà in termini economici il costo da pagare a carico dell’amministrazione pubblica, per tutte quelle ingiustizie che questa collettività dovrà subire? Per denunciare illegalità che creano danno collettivo dovremmo forse andare a Catania ed aspettarci risposte immediate? Non penso che questo possa mai accadere ed anzi penso che questo sarà un’ulteriore spesa a carico di tutti. Ecco perché esorto a non fare campanilismo, ed a usare ferro contro ferro. Se loro sono tecnici, anche noi dobbiamo esserlo, dimostrando, anche analiticamente, se occorre, che la soppressione di uffici giudiziari del Tribunale o peggio l’intera soppressione di esso, comporterebbe gravi danni economici, in primis, per l’interesse pubblico, permettetemi : PER LA NOSTRA NAZIONE . Ecco perché deve essere scongiurata qualsiasi ipotesi di chiusura, soppressione ed accorpamento.  Una diversa decisione non può che essere ricondotta ad eventuali interessi occulti che nulla hanno a che fare con la razionalizzazione ed il risparmio di spesa. Non possiamo che sperare nella soluzione più razionale, che è quella di mantenere il  Tribunale con la sua Procura, tuttavia, dobbiamo preparaci a denunciare a tutti i livelli quali possano essere questi interessi che conducono ad assurde ed inutili decisioni.