Povera Italia!!

L’ Italia investita da una grande crisi economica che però è anche una crisi di sistema. Purtroppo dobbiamo prendere atto che la situazione è degenerata da qualche anno a questa parte e non è un caso. Troppe decisioni mancate e sbagliate. Puntare sul nucleare era una scelta responsabile (sono tra i pochi che al referendum erano favorevoli), ma il popolo italiano ha preferito essere schiavo degli altri Stati e pagare bollette salate . Se aspettiamo che sia l’energia da fonti alternative a salvarci passeranno altri 100 anni : è provato che la produttività a fronte degli investimenti è bassissima. Questo è stato un duro colpo all’economia. Ma anche l’aver votato contro la regolamentazione dei servizi pubblici locali voluta dal governo Berlusconi, portandoci indietro e non fermando comunque la gestione privatizzata dell’acqua pubblica. Segnali davvero pericolosi per l’alta finanza: dimostrano che l’Italia è una Nazione inaffidabile, che non riesce a programmare nulla perché anche a Leggi o riforme fatte, può tornare indietro in qualunque momento con un semplice referendum. Ma ci sono altre cose che interessano l’economia reale che viene ogni giorno soffocata da una miriade di norme restrittive. Sicurezza sul lavoro, sicurezza personale, salvaguardia dell’ambiente, evasione fiscale,  tutte questioni sulle quali si cerca di mettere in campo una serie di norme che consentano di evitare comportamenti sbagliati e dannosi da parte dei cittadini disonesti, ma con le quali, alla fine, si finiscono per annientare i cittadini onesti, per i quali diventa impossibile il rispetto di regole vessatorie. Nessuno fa niente, non c’è una cabina di regia che analizzi una per una le questioni, per trovare di volta in volta le soluzioni necessarie. Ed allora accade che per fare un intervento di manutenzione nella propria casa ci vuole lo stesso progetto ed autorizzazioni  necessari per costruire, ad esempio,  una scuola pubblica, con un aggravio di spese ingiustificato. Montagne di carta per dimostrare la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, ma gli infortuni accadono ugualmente, perché non è la burocrazia che salva le persone ma il buonsenso. Per potere far lavorare la propria impresa si deve essere in possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva che non puoi ottenere se non hai pagato i contributi, cosa che, spesso, provoca strumentalmente  il committente, ritardandoti i pagamenti e così innescando un meccanismo infernale per il quale neanche lui e tenuto più a versarti un euro se non sei in possesso del famigerato D.U.R.C.  Vogliamo salvaguardare l’ambiente, tutti contro l’abusivismo edilizio e le sanatorie, ma intanto assistiamo ad una pianificazione urbanistica inadeguata superata nei tempi e spesso anche dannosa per il territorio: non vorranno farci credere che i problemi idrogeologici ci sono a causa dell’abusivismo! Le catastrofi sono avvenute perché i regolamenti edilizi -fatti dagli esperti e con tanto di autorizzazioni- hanno permesso di costruire dove non si doveva , altro che abusivismo!! Le persone bramano per una casa a prezzo accessibile, ma non c’è come costruirla e neanche come comprarla ecco perché esiste l’abusivismo edilizio. Sulla gestione dei rifiuti c’è uno scandalo sempre aperto: una legislazione assurda che fa si che non puoi neanche disfarti del vecchio divano di casa senza incorrere in una denuncia penale. Ci vogliono ditte specializzate per ogni cosa: per gli elettrodomestici, per i computer, per l’olio, per l’eternit, per i fabbricati demoliti ed anche per il divano. Tutto va tracciato, anche con i satelliti (non scherzo). Non tutti possono diventare ditta specializzata per la gestione e trasporto dei rifiuti, ma solo chi ha grandi capitali (!) . Non sei libero di caricare in macchina quello di cui vuoi disfarti per portarlo in una discarica autorizzata. Ecco perché poi la gente cerca di disfarsene dietro la prima curva ben nascosta …. con il pretesto di tutelare l’ambiente, si fanno norme assurde per generare economia ed affare anzi, malaffare,  ottenendo l’effetto opposto. Per ultimo ho lasciato il fisco. Viviamo in una nazione dove il rapporto prelievo fiscale/PIL è alla pari se non più alto di quello di Francia e Germania. Solo che li, almeno, pagano tasse in base alla dichiarazione dei redditi e tutto finisce. Anzi hanno pure un buon livello di servizi. Da noi oltre al carico fiscale sulle persone e sulle società dobbiamo subirci, imposte di bollo, di registro, di trasferimento immobiliare, per non parlare dei costi di trasferimento dei veicoli, delle tasse locali, degli oneri di urbanizzazione, dei costi per i servizi pubblici locali, di tanti altri balzelli e dulcis in fundo della complessità di ogni procedimento (fiscale, edilizio, legale etc) che comporta, sempre, la necessità di un consulente, anch’esso da pagare, configurandosi quindi, come costo di sistema.  Per farla breve , il livello di tassazione con contorno di balzelli è tale, che nel caso di redditi medio-bassi , risulta impossibile non evadere fisco e i contributi , salvo preferire di fare la fame. Quindi un sistema fiscale fatto ad immagine e somiglianza delle grandi imprese , dei benestanti e dei grandi professionisti che poi sono quelli che trovano tutti i modi  per eludere  il fisco., facendola sempre franca. Lo so, sono concetti difficili da spiegare e sarebbe necessario fare qualche esempio pratico, per fare capire come il livello fiscale in Italia, sia semplicemente assurdo e come questo favorisca , invece, i più fortunati. C’è tanto da mettere sotto osservazione, per trovare le giuste correzioni, ma chi deve fare tutto ciò? Noi ci aspetteremmo  risposte dalla politica, che però non arrivano  mai. Nessuno mette mano alle tante cose sbagliate che attualmente vivono nel nostro ordinamento. Ci vorrebbe una cabina di regia, fatta di esperti del settore, di uomini e donne di buona volontà che mettessero sotto la lente di ingrandimento le  questioni fondate sull’irragionevolezza, per trovare le giuste soluzioni, da tramutare immediatamente in riforme, a partire dalle cose che sembrano più banali ma che invece creano danno ad intere categorie di cittadini. E’ necessario semplificare, razionalizzare, eliminare norme irragionevoli, limare qualsiasi possibilità di interpretazione soggettiva negli atti che riguardano la pubblica amministrazione. Quando verrà la nuova classe dirigente capace di intervenire e di lavorare per rendere facile la vita a tutti i cittadini? Quando si avrà la capacità di prendere decisioni responsabili per elevare agli occhi del mondo la nostra povera Italia? Noi aspettiamo, intanto la crisi imperversa e stà rosicchiando anche l’economia reale…
di Claudio De Pasquale.