Totalmente folli! Le chiamano liberalizzazioni e invece sono RESTRIZIONI !

liberalizzazione? Ma che dite questo è il perfetto contrario !!!!

Ricordiamo di seguito i principali punti toccati dalla Legge n. 148/2011 in riguardo alla liberalizzazione delle professioni:

•la formazione continua – previsione dell’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione;
•il tirocinio professionale – il tirocinio dovrà essere effettuato sulla base di criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto. Al fine di accelerare l’accesso al mondo del lavoro, la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a tre anni e potrà essere svolto, in presenza di una apposita convenzione quadro stipulata fra i Consigli Nazionali e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica;
•il compenso professionale – il professionista dovrà pattuire per iscritto il proprio compenso, prendendo come riferimento le tariffe professionali e dovrà informare il cliente circa il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
•l’assicurazione professionale – il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti;
•la pubblicità informativa – i professionisti possono liberamente effettuare con ogni mezzo (carta, internet) pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie

Ecco cosa ne penso:


1)la formazione continua è un’imposizione pericolosa e dannosa. Con essa si COSTRINGONO i professionisti a partecipare a corsi di formazione con i relativi COSTI imposti dagli ordini. Nei fatti sulla questione si farà, come al solito, un business a vantaggio di pochi. Chi avrà la possibilità di parteciparvi , bene, chi non l’avrà viene sottoposto a sanzioni disciplinari (cancellato). Quindi si tratta di una restrizione non di una liberalizzazione.
2)Tirocinio a pagamento. Per accellerare l’accesso dovrà essere di massimo tre anni (!) Prima era di due !!!!! Per accellerare l’accesso alle professioni un anno in più di tirocinio!! Ma sono folli??!!  Inoltre, da ora in poi non vedo per quale motivo uno debba prendersi un tirocinante e non affidarsi ai servizi forniti da altri professionisti. Lo devi imparare ed anche pagare. Quindi meglio non assumere tirocinanti. Altra restrizione all’accesso alle professioni.
3)Compenso professionale e pubblicità informativa già introdotti con la cd legge Bersani, non vedo sostanziali variazioni. Nei fatti, viene eliminata la possibilità alle amministrazioni pubbliche  di avvalersi delle prestazioni con tariffe liberalizzate…. ASSURDO.
4)L’assicurazione obbligatoria , è stata già introdotta nelle previsioni deontologiche di alcuni ordini professionali. Non è sbagliato. Tuttavia è un’altra restrizione, perchè si tratta di un costo in più da affrontare, a danno dei neo iscritti che non hanno incarichi professionali.
Certo che gli ordini sono contenti di questa legge perchè si tratta di un’insieme di norme che restringono l’accesso alle professioni. La legge si sarebbe potuta chiamare ” Restrizioni all’accesso alle professioni” , Sarebbe stato molto più logico e coerente alla realtà. Non prendiamoci in giro.
Parola di libero professionista, che però non è ipocrita.
Claudio De Pasquale.

Caltagirone: Nessuna volontà di ridurre la tariffa sui rifiuti

Respinta una mia proposta consigliare per ridurre la tariffa TARSU a Caltagirone o più precisamente per verificarne la possibilità. Ma neanche questo è stato accolto dal Consiglio Comunale. Con pretestuosi ragionamenti qualcuno ha voluto provare a dimostrare che la proposta non fosse accoglibile. In realtà c’è stata , da una parte (Unione) la difesa a spada tratta dell’operato della Giunta Comunale e dall’altra (MPA) un certo risentimento politico, per il fatto che nel passato non si sono viste appoggiate loro proposte.  Resto convinto che la mozione era perfettamente formulata, sia in riferimento al dettato normativo sia alle condizioni contingenti. C’è da considerare,  che nello scorso anno vi è stato un incremento delle entrate tributarie e  che questa amministrazione di centro-sinistra ha sempre proclamato, ma mai messo in atto che l’eventuale recupero dell’evasione fiscale sarebbe stata utilizzata per ridurre le tariffe: “pagare tutti per pagare meno”. Da persone responsabili – prima che politici- avevamo dato loro questa possibilità, quanto meno di verificarla.   Il FATTO è che i voti favorevoli alla proposta sono stati quelli dei consiglieri del gruppo misto (Gravina, Lo Nigro, De Pasquale,Privitera,  Garofalo)  ai quali si è aggiunto il voto dei consiglieri del PDL (Bauccio, Domenica, Incarbone).  Il gruppo del M.P.A ha votato contrario (a quanto pare per loro le tariffe vanno bene così) , mentre il gruppo dell’Unione  (che sostiene la Giunta) si è astenuto, determinando la bocciatura della mozione. Con questo risultato,  il Consiglio Comunale ha rinunciato alla possibilità di verificare la possibilità di ridurre la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Con mio grande rammarico. Dal punto di vista politico si registra certa immaturità delle opposizioni che anche di fronte ad una banale proposta di verifica, trovano l’occasione per dividersi.
Claudio De Pasquale
Allego il testo della mozione

ARTICOLO 15

Ci riempiamo la bocca, quando si parla della Costituzione Italiana.  Inviolabile per alcuni, per altri modificabile , per altri ancora “interpretabile”. Si, l’interpretazione, la più grande piaga della nostra nazione. Da noi si interpreta tutto, un punto di vista, una frase scritta in un giornale, una legge perfino la Costituzione. Si interpreta a seconda del caso. Mi viene in mente un famoso modo di dire “la Legge per gli amici si interpreta per gli altri si applica“. Allora, accade che per lo stesso tipo di comportamento, uno viene condannato per favoreggiamento alla mafia ed un’altro viene indagato per  reato elettorale. Se si intercetta al telefono qualcuno che si compiace di avere una banca, chi ha divulgato la notizia della telefonata viene rinviato a giudizio e, viene condannato anche chi non sapeva e doveva sapere; mentre se ogni giorno leggiamo sui giornali tutte le telefonate private e personali  del capo del governo, questa non è violazione della privacy, ma un servizio di pubblica utilità. Il cittadino qualunque, non penso possa fare a meno di prendere atto di questo dato di fatto. Al di la della questione morale, al di la dei pregiudizi, al di la di ogni considerazione, non si può negare che “l’interpretazione della norma” viene fatta spesso arbitrariamente ed a seconda della convenienza. Basterebbe , quindi, leggere ed eseguire senza interpretare nulla. L’articolo 15 della Costituzione Italiana recita: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”  A voi sembra chiaro ? A me abbastanza. Ora , per un attimo, dimenticate che il signor Berlusconi vi sta antipatico , che non condividete i suoi attegiamenti o il modo di fare politica e di governare. Provate a fare il Giudice. Dovete giudicarlo freddamente, come se non lo conosceste. Adesso  rileggete l’articolo della Costituzione , non interpretatelo, per carità, ma  provate a capire per quale motivo i Padri fondatori, decisero di inserire questo articolo importante nella Carta Costituzionale. Secondo me per evitare di mettere alla gogna le persone,  per evitare che fossero giudicate sulla base di una frase contestualizzata, per evitare che potessero verificarsi comportamenti deprecabili per finalità di lotta politica. Al di la dei motivi però, l’articolo 15 è molto chiaro. Proclama la libertà di dire quello che si vuole. Il diritto che quello che si dice e si scrive resti segreto.  La “limitazione” delle precedenti libertà e diritti può avvenire solo per motivi giudiziari. “Limitazione” non “esclusione” e con “le garanzie stabilite dalla legge”. Va bene che il Giudice possa disporre un’indagine anche sulle comunicazioni private, per potere accertare eventuali reati. Non va bene che si verifichino fughe di notizie rispetto alle private conversazioni e che queste addirittura, vadano a finire sui giornali. Questo non è consentito dalla Carta , che limita e non esclude il diritto alla riservatezza. Purtroppo accade che le telefonate private, con tutti i risvolti personali ed  intimi, diventino di dominio pubblico;  poi a seconda di chi è implicato, (ricordate quanto detto sopra per amici ed altri), si decide se perseguire  o non perseguire i delatori. A questo punto, l’ipotesi di una legge che tuteli la riservatezza delle comunicazioni, non è davvero un’idea da scartarsi a priori….. anche se temo che ci sarà sempre chi saprà interpretarla…..

Il Condono edilizio e lo strapotere delle Iene

In questi giorni, a proposito della Manovra economica, si accenna ad una proroga del condono edilizio con possibilità di sanatoria in aree sottoposte a vincoli. Apriti cielo! Molte associazioni ambientaliste ed alcuni partiti si sono subito schierati contro, denunciando manovre a favore della malavita organizzata, gridando allo scandalo ed alla distruzione dell’ambiente senza però conoscere neanche i contenuti delle proposte. Proviamo a spiegare qualcosa. Qualche mese fa è scaduto il termine per potere accatastare i cosidetti “fabbricati fantasma” , ed è un paradosso che molti di questi oggi siano sottoposti a regolare tassazione e che però non siano stati legittimati solo il profilo urbanistico. Non sarebbe logico, dopo averne chiesto l’accatastamento consentirne la sanatoria? In riguardo alla questione dei vincoli paesaggistici, molti non sanno che in queste aree è possibile costruire! Basta solo che si ottenga un nulla osta dall’Ente preposto alla tutela del vincolo stesso. Se una casa, ancorché abusiva, è perfettamente conforme ai dettami del vincolo ambientale, diventa assurdo farla demolire quando poi potrebbe essere ricostruita tale e quale, con un doppio carico ambientale di iniziative industriali-edilizie. In questo caso una sanatoria consentirebbe di ottenere la salvaguardia dell’ambiente. L’ultima sanatoria è stata varata nell’anno 2003 e purtroppo in materia di sanabilità su aree vincolate, sono state scritte norme poco chiare tanto da essersi bloccate migliaia di pratiche in tutta l’Italia. Quello che si chiede in questi giorni al governo è di non permettere la sanabilità nelle aree con vincoli ambientali di inedificabilità (coste, monumenti, aree archeologiche etc), ma di permetterla la dove le Soprintendenze consentono di edificare, ovvero nelle aree con vincolo di “edificabilità condizionata”. Considerato pure che la poca chiarezza della norma ha comportato incertezze nella presentazione delle istanze, sarebbe opportuno riaprire i termini di presentazione della sanatoria, per ovvi motivi di equità, tra chi ha presentato e chi non ha presentato l’istanza. Quì, non si vuole essere pretestuosi sui motivi che hanno causato l’abusivismo edilizio, sicuramente, legate alla inefficienza della pubblica amministrazione e non al malaffare che è dedito ad altre speculazioni, spesso regolarmente autorizzate e molto più remunerative. Neanche si cercano giustificazioni, rispetto ai bisogni delle persone, alla mancanza di alloggi popolari, alla mancanza di terreni a prezzi calmierati, al diritto fondamentale alla casa, seppure sono tutte inoppugnabili. Vogliamo attenerci alle regole e si chiede solo che siano emanate norme di buonsenso e di unanime interpretabilità. Niente deturbazione dell’ambiente, niente danni agli altri cittadini , chi ha fatto ciò non deve avere possibilità di condono edilizio. Diverso se l’ordinamento può rendere conforme un’opera che si inserisce correttamente nel territorio. Confidiamo nel coraggio e nel senso pragmatico dei parlamentari perché, comprendiamo, sarà difficile trattare questi temi, quando c’è un forte “strapotere delle Iene” non riferito al famoso programma televisivo, quanto ad una lobby di politici ed ambientalisti che a prescindere dalle motivazioni, si rifiuta categoricamente di aprirsi al dialogo e, non vogliamo pensare che accada, per difendere miserabili interessi di parte.
Settimo Claudio De Pasquale

Presidente di “Comitato326 per la tutela della casa”
Caltagirone