Consiglio Comunale del 29/6/2011

Incardinato il Bilancio di previsione 2011 annuale e triennale.
Nelle Comunicazione il Consigliere Gravina ha sollecitato il segretario generale ad invitare gli uffici a rendere subito disponibile qualsiasi documento ai consiglieri comunali al fine di consentire il regolare espletamento dell’attività ispettiva.
Eì seguita la relazione del Dirigente d’area dott.ssa Di Dio, dell’assessore al ramo Salvo Russo e della Presidente del Collegio dei Revisori dei conti. Alla fine dei lavori il consiglio comunale rinviato a lunedì prossimo per il dibattito.

Comunicato Stampa : Mercoledì 22 giugno c’è stato un incontro tra forze politiche di centro destra a Caltagirone

Mercoledì 22 giugno 2011, a Caltagirone si sono incontrate le locali forze politiche di centro destra (PDL, Forza del Sud, La Destra-A.S, P.I.D, Fiamma Tricolore), al fine di avviare una stagione di proficuo dialogo sugli assetti politici della città e su iniziative comuni da intraprendere nel prossimo futuro. Nel corso dell’incontro è stato deciso di coinvolgere anche le altre forze politiche, e forze sociali con le quali si intende dialogare in una stagione di profondo rinnovamento politico.

Consiglio Comunale di Caltagirone del 20-6-2011

Ieri sera un Collega Consigliere mi ha richiamato perchè ha notato che non pubblico più i resoconti del Consiglio Comunale in questo Blog. Ha fatto bene perchè mi ha stimolato per ritornare a farlo.

Ieri sera si doveva deliberare rispetto l’adesione al nuovo ambito territoriale provinciale per la gestione dei rifiuti urbani. In particolare l’approvazione dell’atto costitutivo e statuto, nonchè l’autorizzazione al Sindaco a sottoscriverlo.
I Sindaci dei comuni che facevano riferimento all’attuale ambito denominato Kalat Ambiente, nei giorni scorsi hanno deciso di mantenere una linea dura manifestando perplessità rispetto l’adesione al nuovo ambito. La questione riguarda, in particolar modo il pregiudizio per le strutture create dai comuni (trattamento rifiuti) che d’un tratto sarebbero assorbite dal nuovo ente. Riguarda anche la gestione Kalat Ambiente che è stata una delle più virtuose in Sicilia.
Nel merito il Consiglio Comunale si è espresso per non trattare il provvedimendo all’ordine del giorno, ma per approvare , in sostituzione, un documento che dichiarasse solidarietà ai Sindaci che stanno battagliando per il territorio. Intervenuti nel dibattito i consiglieri: Garofalo, Gravina, Failla, De Caro, Pulvirenti, De Pasquale che , sostanzialmente, ognuno con le proprie indizazioni, hanno contribuito alla definizione del documento da porre all’esame del consiglio. Infine l’approvazione del provvedimento con il quale, per ora, il Comune di Caltagirone si esprime nel senso di non aderire al nuovo ambito territoriale. Adesso la palla passa alla Regione che potrebbe nominare un Commissario per intervenire in sostituzione dell’Ente obbligandolo all’adesione.  
 

Energia Nucleare o da Fonti Alternative?

Siamo un popolo di idioti. Non c’è altro. Non facciamo le centrali nucleari. Ma non possiamo opporci a che le costruiscano ai nostri confini. Non investiamo nel nucleare in Italia, ma lo facciamo nei Paesi limitrofi, portando tecnologie e risorse economiche. Noi quì ci preoccupiamo come smaltire le nostre scorie mentre gli altri trovano il modo e tanto lo continuano a fare a prescindere dalle nostre idee, insomma ci autocastriamo per salvare il mondo, quando il mondo se ne infischia di noi.  La Germania, ogni volta che vede partire in Italia la discussione sul  nucleare fa il bluff , ingannando tutti con una eventuale chiusura delle proprie centrali che puntualmente NON SI VERIFICA. In questo modo ci fanno restare dipendenti e dietro di loro. Programmiamo il piano energetico nazionale con lo sviluppo del nucleare e poi tutti i progetti saltano sulla base del momentaneo stato d’animo della popolazione. Vogliamo puntare sull’energia alternativa ignorando che i costi di produzione superano addirittura quelli di vendita e la differenza la paga lo Stato (cioè noi)!!!!!  Un Kw di energia alternativa pagato dai 0,28 ai 0,40 €/Kw che poi viene acquistato dal consumatore finale  alla media di 0,10 €/Kw  con una differenza che va dai 0,10 ai 0,30 €/Kw che ci rimette lo Stato con il conto Energia. Per non parlare delle truffe: si dice che c’è chi immette energia acquistata a 0,10 €/kw  negli impianti di produzione (es. eolico, fotovoltaico) che reimessa in rete viene pagata dai 0,28 ai 0,40 €/kw. Sapevate che un impianto di biomasse può essere alimentato con semplice metano acquistato in rete e che all’uscita già rende un sacco di soldi? Insomma produci da fonti alternative anche se non hai materia ecologica! Insomma L’energia alternativa è un grande bluff e finché il costo degli impianti e di produzione saranno elevati, sarà solo business per chi opera nel settore e grande perdita economica per tutti noi. Salvo guardare egoisticamente al nostro personale impiantino fotovoltaico, ovvero a farci i nostri interessi fregandocene dello Stato che ci rimette  non sapendo o facendo finta di non sapere.

Verità….

La verità e l’originalità troverebbero più facilmente posto nel mondo, se coloro che non sono in grado di produrle non cospirassero di comune accordo per non farle venire alla luce..


Arthur Schopenhauer

Le verità

Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti.
 
Arthur Schopenhauer

La sindrome di burn-out

Di Salvo Fleres

Quella del politico e più precisamente quella di parlamentare è un’attività molto particolare. In alcuni periodi dell’anno essa è molto intensa e stressante, durante le campagne elettorali o in occasione della discussione di atti di notevole rilevanza, le ore dedicate all’impegno, diciamo, lavorativo possono arrivare a 18 o 20 ore su 24 e spesso in condizioni operative difficili e complesse.

Di contro, tale tipo di impegno consente, con una certa frequenza, la possibilità di autogestirsi il tempo nell’arco della giornata o della settimana.

Ma questo modello di attività, come accade per le libere professioni in genere, comporta la totale responsabilità personale, la voglia complessiva di fare sempre meglio e sempre di più e, contemporaneamente, la percezione inconscia di valutare le proprie competenze sulla base della mole di lavoro che si svolge.

Da qui nasce la voglia di lavorare tanto, di restare in segreteria sempre a lungo così da tentare di acquisire maggiori consensi, circostanza che, frequentemente, sfocia nello stress da burn-out. Esso procura un deterioramento dell’impegno lavorativo ed una diminuzione della soddisfazione, associati ad una ridotta realizzazione personale, cosa che difficilmente si riscontra in chi svolge attività politica o parlamentare.

Infatti più che caricarsi emotivamente delle esigenze delle persone delle quali si rappresentano gli interessi, ci si carica di eccessive responsabilità personali, al fine di sentirsi sempre più realizzati ed appagati, senza tenere in alcun conto i propri limiti personali.

In buona sostanza, i politici, così come molti altri tipi di professionisti, sostengono non solo il loro carico di stress ma anche quello delle persone che essi assistono o rappresentano.

Questa particolare sindrome, in agguato nella vita dei politici, produce depersonalizzazione ed è caratterizzata da atteggiamenti di indifferenza e cinismo nei confronti delle persone assistite.

Credo che ciascun politico debba tenere sotto controllo il proprio livello di stress per evitare di esplodere nella sindrome di burn-out, perchè ove essa dovesse insorgere, per l’eterogenesi dei fini, all’aumento del lavoro e persino dell’impegno potrebbe non corrispondere affatto l’aumento del consenso, anzi si potrebbe produrre l’aumento del cinismo e dell’indifferenza che, se percepito dai cittadini, provocherebbe in essi la revoca del mandato a rappresentarli.