CATANIA: FLERES, COSTITUITO COORDINAMENTO GIOVANILE FORZA DEL SUD

 Roma, 25 mag 2011 – Il Sen. Salvo Fleres, coordinatore provinciale di Forza del Sud, il nuovo partito fondato dal sottosegretario On. Gianfranco Miccichè, ha provveduto a insediare il coordinamento giovanile del partito che risulta così composto: Giuseppe Cannizzo, coordinatore provinciale; Tiziano Casesa, consigliere comunale di Mascalucia, coordinatore del quarto collegio; Francesco Freni, consigliere comunale di Valverde, coordinatore quinto collegio; Salvo Aliotta, coordinatore sesto collegio; Elio De Caro, coordinatore comune di Caltagirone; Giorgio Arena, coordinatore comune di Valverde; Sergio Barbagallo, coordinatore comune di Catania; Emilio Squillaci, coordinatore comune di Misterbianco; Carmelo Ridolfo, responsabile provinciale Università. Il Sen. Fleres, auspicando che il tanto evocato, ma mai praticato, ringiovanimento politico delle istituzioni possa avere inizio proprio dalla provincia di Catania, ha augurato ai giovani di Forza del Sud buon lavoro annunciando subito l’avvio di un corso di formazione politica, indispensabile per ottenere una presenza qualificata in ogni settore della società catanese.

Caltagirone: Il Comune ha rinunciato a oltre duemilioni di euro di entrate

COMUNICATO STAMPA
In riferimento all’approvazione del piano di valorizzazione , alienazione e variante urbanistica di aree ed immobili di proprietà comunale, avvenuto nella seduta di consiglio comunale del 23/5/2011, dichiaro che l”amministrazione comunale ha voluto contemperare le esigenze economiche con le esigenze di altre categorie. Invece con i miei emendamenti, privilegiavo la parte finanziaria del provvedimento, proponendo destinazioni urbanistiche di maggior pregio. Con il respingimento delle mie proposte l’Ente comunale ha di fatto rinunciato ad oltre duemilioni di euro di entrate.

Caltagirone Comunicato Stampa – NOMINA SCRUTATORI REFERENDUM

Il Consigliere De Pasquale (FDS) condivide la scelta del Consigliere Buoncuore e del Sindaco Pignataro di individuare tramite sorteggio gli scrutatori del referendum popolare che si terrà a giugno. In assenza di loro notizie, ed al fine di evitare sospetti e derive clientelari, dando pari opportunità ai cittadini, invita anche gli altri componenti della commissione elettorale ovvero i consiglieri Alparone e Russo Antonio, a scegliere in modo trasparente i nominativi degli scrutatori, aderendo al predetto sorteggio, o indicendone altro entro lunedì mattina. 
 
Alle testate giornalistiche locali
inviato il 21/5/2011

La solitudine di un liberista. A Milano (come in Italia) destra e sinistra restano agli antipodi del mercato

Sono tempi duri per i liberisti. Niente illustra meglio il loro dilemma di ciò che sta avvenendo a Milano, dove sono costretti a scegliere fra uno schieramento storicamente agli antipodi della cultura liberista e un altro che occasionalmente vi si richiama ma nei fatti dimostra di esservi ugualmente estraneo.

Per un liberista è impensabile negare a qualcuno il diritto di praticare la propria religione in modo dignitoso; come tutti, un liberista ha a cuore l’ordine pubblico, ma non lo userebbe mai come scusa per sopprimere le legittime manifestazioni della libertà individuale.

Un liberista crede nella concorrenza, anche delle idee e delle culture; per questo non potrebbe mai allearsi con chi quotidianamente insulta e minaccia stranieri e diversi.

Un liberista crede nella libertà di scelta delle famiglie, ma non ha bisogno di denigrare indiscriminatamente la scuola pubblica.

Piuttosto, cerca di correggerne le tante storture con misure credibili e attuabili, invece di lanciarsi ogni due anni in improbabili riforme epocali, spesso ispirate da zeloti ideologizzati che pretendono d’insegnare due lingue a bambini di undici anni, mentre la scuola è nel caos perché il ministero si dimentica di emettere delle semplici circolari applicative e la ministra preferisce andare agli show televisivi per inneggiare al suo capo di Governo.

Per un liberista essere imprenditore significa chinare la testa e cercare di produrre e innovare: il vero imprenditore ha meglio da fare che cercare favori, sussidi, e soldi pubblici. Un liberista ha quindi poco da spartire con quegli individui, metà politici e metà imprenditori, che ronzano come api intorno alle aziende municipalizzate, alle fondazioni bancarie, alle grandi opere e a ogni occasione per fare qualche colata di cemento o organizzare qualche evento inutile, anche quando si potrebbe fare molto di più per i cittadini con molto meno.

Un liberista è spesso un personaggio grigio e prevedibile, soprattutto quando si tratta di amministrare la cosa pubblica. È molto sospettoso dei voli pindarici e delle “grandi visioni”; sa che spesso sono solo lo strumento per nascondere la mancanza di idee o di competenze per risolvere i problemi dei cittadini. Un liberista crede in un lavoro di sana, grigia ordinaria amministrazione che cerca di risolvere i problemi di tutti i giorni, anche se sono politicamente poco visibili.

Un liberista sa che le nostre città non hanno bisogno di Expo, che scatenano un esercito di parassiti, se non di delinquenti, e distolgono per anni soldi ed energie da un molto più oscuro ma più importante lavoro di risanamento dei quartieri esistenti, che riempia i buchi delle strade, tolga i graffiti dai muri e la spazzatura dalle strade, e faccia funzionare scuole e ospedali. Non hanno bisogno di Gran premi di Formula 1 o di Olimpiadi, ma di aprire e gestire le piscine perché i giovani possano praticare lo sport. Non hanno bisogno di convegni inutili, di kermesse pseudo-culturali, di nuovi musei su argomenti sempre più improbabili, ma di far funzionare i musei che già esistono e che spesso sono un imbarazzo per il nostro Paese.

Per questo un liberista è stanco di una classe dirigente che sembra ispirata a un senso di affarismo ossessivo, nel migliore dei casi ingenuo e infantile, nel peggiore interessato e indifferente al bene pubblico. Una classe dirigente per cui sembra non esistere problema che non possa essere risolto con il cemento, con qualche annuncio a effetto, con qualche privatizzazione di facciata, con qualche grande evento, o con qualche cordata d’imprenditori ben connessi.

A causa di questa infatuazione infantile per il cemento e per gli affari come panacea di ogni male, chi ci rappresenta all’estero si è trovato a lodare pubblicamente un dittatore perché ha avuto la fortuna, negata ai poveri governanti italiani, di poter costruire in pochi anni senza intralci un’intera città – con che risultati estetici e a che prezzo per i suoi sfortunati sudditi non sappiamo, e non interessa. O si è trovato a baciare la mano di un altro dittatore che ci prometteva di salvare una banca nostrana e di riservarci due commesse nel deserto.

Un liberista crede profondamente nella competenza individuale. Per questo è incredulo che ci si riempia la bocca di ricerca, scienza e tecnologia ma per motivi ideologici si possa nominare alla vice-presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche una persona che da anni propaganda tesi che appaiono insensate ed offensive verso intere categorie di persone e la cui designazione perfino Cesare Lombroso, patrono della pseudo-scienza e dell’oscurantismo, troverebbe discutibile. Per questo un liberista non si sente rappresentato da chi, invece che promuovere l’immagine del Paese nei consessi internazionali con proposte costruttive e competenti, lo scredita raccontando barzellette osé e facendo battute sul colore della pelle degli altri governanti, ed è troppo preso da altre faccende per rendersi conto che, a torto o a ragione, nel XXI secolo questo non si può fare.

di Roberto Perotti
Fonte sole24ore

I partiti meridionalisti a Napoli hanno sfiorato il 10%

Tutti i media nazionali hanno notato, a ragione, che Luigi De Magistris è stata la rivelazione delle elezioni comunali a Napoli. E’ vero, l’ex pm ha raggiunto un risultato insperato, superando il ben più strutturato Partito Democratico e piazzandosi a sole 10 lunghezze da Gianni Lettieri, candidato del centrodestra. C’è, però, un altro dato che non è stato sottolineato: i vari (troppi) partiti meridionalisti, tutti insieme, hanno sfiorato il 10% dei voti nel capoluogo campano. Se avessero partecipato alle elezioni in un’unica lista, avrebbero rappresentato la terza forza, dopo Pdl e Pd.

Nel dettaglio, Forza del Sud di Micciché ha raccolto il 5,23%, Noi Sud il 3,58%, il Partito del Sud lo 0,32, Insorgenza Civile lo 0,25. Dal calcolo vengono esclusi i Popolari per il Sud di Clemente Mastella, che – a parte il nuovo nome – non sembrano tanto lontani dall’Udeur prima facie. Per l’ennesima volta, spesso scritto su Il Sud, quanto accaduto a Napoli, ma l’esempio vale anche per altre realtà, è la riprova della necessità di un partito unico del Mezzogiorno, che sappia essere sintesi tra le troppe anime meridionaliste.

Fonte il SUD

Napoli: Fallica (Forza Sud), nostra affermazione e’ straordinaria

Palermo, 17 mag.- (Adnkronos) – “L’affermazione di Forza del Sud a Napoli e’ semplicemente straordinaria. A pochi mesi dalla nostra nascita, essere sopra il 5%, cioe’ il secondo partito della coalizione di centrodestra e il quarto in assoluto nel panorama politico partenopeo e’ per noi motivo di orgoglio. Sono doverosi i ringraziamenti a tutti i candidati della nostra lista per il loro prezioso contributo e ai dirigenti locali che hanno saputo trasmettere al meglio lo spirito innovativo di Forza del Sud”. Lo afferma, in una nota, il parlamentare nazionale di Forza del Sud Pippo Fallica, presidente del movimento arancione. ”Oggi piu’ che mai – conclude Fallica -, il nuovo schema del centrodestra ipotizzato da Silvio Berlusocni e’ una realta”’.

fonte La Repubblica Palermo

CIMINO (FDS): “CON FORZA DEL SUD LA MORATTI SINDACO SUBITO”

Palermo 17 maggio 2011-“Se avessimo fatto una lista Forza del Sud a Milano forse la Moratti sarebbe diventata sindaco subito.”A dirlo e’ Michele Cimino ,deputato regionale e vice coordinatore di Forza del Sud.”Sicuramente e’ ora di far conoscere il partito sia a Milano che a Torino, continua Cimino, citta’ che devono molto ai cervelli e al lavoro dei meridionali. Inoltre mi sento di affermare che a Milano Berlusconi non solo non ha perso ma ha salvato una campagna elettorale compromessa dalla arroganza della Lega e dalla supponenza della Moratti .

Un dato ormai e’ certo che il popolo del Sud ha capito che ora c’e un partito che lo difende e che c’e una classe politica che si impegna a dimostrare che il sud e’ una risorsa per l’ Italia e non un problema e che a testa alta chiede al governo nazionale quello che spetta e che da anni viene usurpato o meglio derubato dalle regioni del nord.”Conclude Cimino”
 
 
fonte Nebrodie Dintorni

IMPENNATA PER FORZA DEL SUD, MICCICHE’: ABBIAMO CONQUISTATO IL CENTRODESTRA

Se nel centrodestra i risultati hanno avuto un effetto deprimente , anche se non sono mancate voci di rilancio , c’e’ un’eccezione: Forza Del Sud.

Con la chiusura delle urne e lo spoglio dei voti Gianfranco Miccichè puo’ lasciarsi andare a toni triofalistici: “Abbiamo conquistato il Centrodestra, di cui da oggi siamo, al di là delle alchimie da fantapolitica, la legittima terza gamba. Su questo non si discute!”. Almeno a quanto dal suo Blog.

I risultati parlano chiaro. A Napoli Forza del Sud ha raggiunto il 5,23%, superando l'Udc, Fli e collocandosi come secondo partito del centrodestra, il quarto in assoluto, con davantisolo Pd, Pdl e Idv. Anche a Reggio calabria con il 4,72% e quasi 5.000 voti, Forza del Sud supera le migliori aspettative.

Il sottosegretario ha confermato che il “risultato di Forza del Sud in Campania e Calabria e’ per me motivo di grande emozione. Siamo, numeri alla mano, il secondo partito della coalizione di centrodestra”.

“Questi risultati”, continua Micciche’, sono la dimostrazione che “Forza del Sud era atteso da tanti, e infatti appena si è presentato alle elezioni ha subito ottenuto una fetta sostanziale di consensi. Essere a Napoli davanti a Fli e Udc e’ un grande motivo di orgoglio.”

la soluzione iniziale : STARE INSIEME (clicca quì)

Da qualche tempo un’idea mi assilla la mente,  ma non l’ho rivelata a nessuno fino ad oggi.  Tanto ci credo alla sua utilità che, quasi, temo di dirla, che poi, non si riesce a mettere in pratica. Noi , a Caltagirone, si è da circa 20 anni amministrati dal centro sinistra. Partiti in cinque consiglieri comunali di centro-sinistra, oggi sono in tredici e se non si cambia rotta,  destinati a crescere. A dire il vero sono riusciti ad amministrare con il consenso del centro destra che all’interno del consiglio comunale, divisosi, non ha fatto mancare la propria parte di appoggio ai provvedimenti. Non ne poteva fare a meno, alcune violte, per non arrecare danni più seri alla città. L’attuale sistema amministrativo ha permesso al Sindaco ed alla Sua Giunta di fare ciò che volevano. Sono stati accontentati, ma il risultato è quello che tutti vediamo. In poche parole la città è isolata e dormiente, non sono state poste le condizioni per un incisivo  sviluppo artigianale,  commerciale e industriale quindi  il lavoro scarseggia, l’amministrazione non sempre risponde in modo   adeguato e celere alle esigenze dei cittadini, l’Ente è sovraindebitato e non solo per errori di “quelli di prima”, ma anzi per una non adeguata gestione delle varie vicende da parte degli amministratori degli ultimi venti anni, cioè quelli di centro sinistra. Non mi pare neanche che abbiamo creato il cosidetto “palazzo di vetro” da loro stessi auspicato, certe manovre non lo testimoniano. Certo,  si poteva fare anche peggio, si poteva andare più a fondo come hanno fatto al comune di  Catania, ma non guardiamo ai cattivi esempi, prendiamo a riferimento le virtuosità. Ah! Sto  andando fuori tema… torniamo alla mia idea. Questa città ha bisogno di una proposta alternativa, una popolazione che idealmente, sceglie di dare più consenso alle forze di centro destra, non può essere  che nei fatti venga governata dal centro sinistra. La città che diede i natali a Luigi Sturzo e Mario Scelba ha diritto ad una proposta alternativa ed a credere in un progetto serio e più coerente alle aspettative dei cittadini. I soli che possono mettere in atto le condizioni perchè ciò avvenga siamo solo noi, che abbiamo l’illusione  di essere gli attivisti politici della città. Diciamoci la verità, siamo abbastanza divisi quelli di centro-destra, non sempre dialoghiamo all’interno dello stesso  partito o movimento, figuriamoci  farlo con gli altri, eppure dobbiamo riuscirci! Un brutto vizio, sto divagando di nuovo! Torniamo all’idea che mi assilla la mente. Probabilmente il lettore penserà che adesso proporrò il dialogo tra le forze politiche, la realizzazione di un programma, la scelta di un candidato Sindaco e vivremmo tutti felici e contenti. Non si tratta di questo, è peggio! Vedete, dopo 20 anni, ne possiamo uscire solo credendo  e facendo credere a quelli che verranno dopo di noi che si possa avere la capacità di mettere tutto in secondo piano rispetto alla necessità di stare insieme. Alla base di tutto ci deve essere la convinzione di appartenere ad un’area politica ben definita e di fare le proprie scelte individuali assieme ad essa, solo dopo si penserà ai programmi ai leader e così via. Sembra facile, vero? Che ci vuole? Tanto siamo di centro destra, ci guardiamo negli occhi, ci facciamo un sorrisino, qualche pacca sulle spalle  ed ecco tutto risolto.  Non è così. Questa lettura starà diventando noiosa, arrivo al punto. A mio avviso, bisogna partire dal Consiglio Comunale, bisogna che i cittadini vedano che siamo capaci di stare insieme per proporre un progetto alternativo. Loro partirono in cinque, noi abbiamo la possibilità  di partire almeno dal doppio. Dobbiamo unirci all’interno del consiglio comunale. Solo uniti saremo forti,  divisi ci impiccano uno per uno ( ho messo insieme frasi famose di  De Gasperi e Benjamin Franklin, così sono apposto). L’idea è che si deve fare un coordinamento consigliare o meglio un unico gruppo consigliare  di centro destra, non di centro e neanche indefinito, deve essere assolutamente di centro destra, comunque denominato . Mentre tutti gli altri giocano al pallone, noi giochiamo a golf. Nell’epoca del fallimento delle ideologie, noi puntiamo su di esse. Diamo il buon esempio alla città, testimoniamo di saper stare insieme e di avere pronto un progetto migliore per questa città, poi all’esterno del consiglio comunale i partiti ed i movimenti faranno il resto. Sulle   varie questioni amministrative si deciderà, e qualsiasi decisione dovrà essere presa insieme, che sia a favore o contraria alle scelte dell’Amministrazione attuale,  però, assolutamente, senza interferenze esterne. O si fa così o la barca affonda e se dovesse accadere, temo che ciascuno, troverà il proprio personale modo di dare rappresentanza ai cittadini moderati e di centro destra, spero che non si sia costretti a che ciò continui ad accadere……..