consiglio comunale del 29 novembre

Trattata una mozione presentata dal consigliere Garofalo e riguardante la problematica della raccolta dei rifiuti solidi urbani con critiche rispetto alla Kalat Ambiente. Nel corso della discussione sono interventuti, il consigliere Bauccio PDL ,denunciando alcuni comportamenti deprecabili degli operatori ecologici, il consigliere Li Rosi (MPA), fortemente critico con l’amministrazione, ipotizzando la possibilità di chiedere le dimissioni dell’Assessore al ramo e del Sindaco, altre critiche provenienti da Aleo (popolari), De Pasquale (PDL), De Caro (MPA), Pozzo (360), il consigliere Pulvirenti (Unione-PD), riteneva positiva l’azione dell’amministrazione attuale, tuttavia non era contrario ad un tavolo di confronto con la Kalat Ambiente. L’assessore Di Stefano ha ampliamente replicato. Il provvedimento è passato all’unanimità. Di fatti si chiede una maggiore attenzione al territorio da parte di Kalat Ambiente e si chiede un tavolo di confronto continio.

Istruttoria pratiche condono edilizio a Caltagirone

Oggi parliamo di condono edilizio, in particolare, delle pratiche arretrate giacenti al Comune di Caltagirone. Qualche mese fa ebbi a fare una interrogazione con la quale volevo evidenziare alcune problematiche in particolare stigmatizzavo il fatto che in sei mesi su migliaia di concessioni in sanatoria da rilasciare ne erano state esitate solo 115 compreso le nuove costruzioni e che a fronte di tutto ciò non aveva senso opprimere i cittadini con richieste di integrazione di documenti e pagamenti tempestivi se poi non si era in grado di definire i procedimenti. Evidenziavo anche che i tecnici esterni incaricati non erano stati messi in condizione di operare autonomamente attraverso procedure standardizzate, tanto che erano costretti a continue interlocuzioni con il personale interno (sia in fase di esame che in fase di rilascio di concessione), infine, auspicavo in una soluzione. Adesso apprendo che esaminata la questione l’Amministrazione ha deciso di revocare l’incarico ai tecnici esterni incaricati. Premesso che tanti di essi manifestano un senso di liberazione, tuttavia ho notato che questi colleghi professionisti, sentono che sia stata messa in discussione la loro dignità professionale. La verità è che, nonostante il sistema dei compensi da fame,  hanno profuso impegno e passione e si sono sforzati di addentrarsi in una materia molto complessa. Hanno richiesto le integrazioni, ma che volete, dopo venticinque anni (!!!) si pretende che gente deceduta, eredi totalmente a sconoscenza dei fatti, nuovi proprietari, in un  batter d’occhio integrino documentazioni e somme che spesso comportano l’esborso di parecchie migliaia di euro, proprio così, si pretende anche da parte dei morti. Alla fine le mancate integrazioni sarebbero da addebitarsi a questi tecnici esterni? Sicuramente NO !  La verità è che c’è stata poca propensione a risolvere seriamente il problema, e molta a fare fallire il progetto dell’affidamento agli esterni. Ma nessuno dice niente, nessuno si ribella. E’ normale che un tecnico esterno sia pagato con il fantasioso “metodo calderone”,  è normale che non sia stato fornito uno standard per istruire le pratiche (documenti, circolari leggi e software adeguato e non improvvisato e non certificato) è anche normale che un libero professionista  incaricato all’istruttoria, abbia dovuto soggiacere a lunghe code di attesa durante gli orari di ricevimento per potere conferire con il guru della sanatoria. Non voglio soffermarmi sulla perniciosa e farmacistica prassi alla quale siamo arrivati a Caltagirone; siamo partiti che per fare una sanatoria ci voleva un elaborato grafico ed una relazione e siamo finiti che ci vogliono una miriade di documenti, non sempre previsti dalla legge però imposti dal nostro comune. Vorrei  fare presente ai più giovani  che la sanatoria 47/85 si chiama così perchè trattasi di una legge del 1985. Sono passati 25 anni!! Vorrei capire cosa hanno fatto gli impiegati e le amministrazioni succedutesi in questi anni!! Istruendo appena 100 pratiche all’anno non ci sarebbe alcun arretrato. Ora si pretendeva che tutte le pratiche del 1985 oltre quelle del 1994 e del 2003 fossero istruite in un anno. Ma c’è di più, non si dotavano i tecnici esterni di adeguati standard per essere autonomi e rilasciare le concessioni edilizie, tanto che  l’Ufficio non è riuscito, nell’anno in corso , a superare le centinaia, anche se ultimamente sono aumentati gli sforzi, per buona volontà dell’anello finale della catena che tra l’altro oltre ad occuparsi delle concessioni deve badare agli attestati, a fare visionare le pratiche e chissà a quante altre incombenze. Se mi chiedete di chi è la colpa io vi rispondo subito. E’ nostra. Non è colpa dell’impiegato dell’Ufficio, o dell’Assessore al ramo, neanche del Sindaco e tantomeno del dirigente di settore. La colpa è nostra, perchè non vediamo  non sentiamo e non parliamo, anzi, in verità,  siamo dotati di queste facoltà, ma non le utilizziamo. Quando dico che la colpa è nostra mi riferisco ai cittadini, inermi,   pronti a chinarsi ed a comportarsi da sudditi di fronte al primo impiegato che si trova in un ufficio pubblico. Non siamo abituati a confrontarci ed a pretendere, nel pieno rispetto del prossimo,  nell’ossequio delle leggi e dei regolamenti, senza alcuna concessione al libero arbitrio.  Sulla sanatoria, in tutti questi anni sono nati svariati “orientamenti” dell’ufficio, che abbiamo accettato supinamente. I professionisti, spesso, anche per egoismo e convenienza economica: vale la logica “più complicato, più lavoro, pù prestazioni  = più conpenso”. Ma non sempre questa logica è vincente, perchè sarebbe meglio puntare sullo snellimento delle procedure che porterebbe veloci benefici economici per tutti, anche per i cittadini non interessati alle questioni. Signori io certe battaglie provo a farle e ne sto pagando le conseguenze(con soddisfazione e orgoglio) , tuttavia esorterei noi tutti a svegliarci. Perchè non è possibile continuare in questo modo. Professionisti che ogni giorno fate code allo sportello del comune, ma dove siete? ci siete? Capisco che gli impegni sono tanti, ma ci sono problemi che vale la pensa di affrontare e risolvere una volta per tutte. Serve urgentemente un incontro tra l’amminisrazione, gli uffici e la società civile (professionisti, cittadini ed associazioni) è necessaio che si discuta e si risolva per sempre questa annosa questione delle sanatorie e non con i dinieghi!! Autoistruiamoci le pratiche, creiamo un modello standardizzato al quale i tecnici dei clienti possano attenersi,  autocompiliamoci le concessioni, c’è tutta la disponibilità possibile, ma per favore, che al comune non ci siano professori, che già bastano quelli che insegnano a scuola. Il confronto deve essere sempre paritario, con il rispetto della dignità di ciascuno. Certo è una questione che devono affrontare, soprattutto, i professionisti della materia ed è a loro che mi rivolgo in particolare. La questione non può chiudersi con il fatto che il Comune revochi l’incarico a tanti per darlo a pochi, non sarebbe giuto e neanche dignitoso per chi subisce questo torto.  La questione deve risolversi con buon senso: chi istruisce le pratiche interne (professionisti incaricati o impiegati) deve essere messo in condizione di poterlo fare con serenità e secondo procedure certe direi quasi certificate,  e chi le presenta e le predispone (utenti e tecnici esterni) deve avere diritto al confronto paritario con l’Ufficio. I problemi vanno affrontati certamente uno per uno, ma deve esser concesso di rilevare errori, di obiettare, di difendere gli interessi reciproci (sia dell’ufficio che dell’utenza esterna), ed a questo non deve esserci nessuna preclusione. Una lettera di precisazione o di chiarimento non può essere intesa come atto di lesa maestà, salvo che qualcuno creda di essere il Supremo. Una richiesta di riesame non può essere interpretata come offesa personale e motivo di ritorsione. Mi sorprende che alcuni applichino logiche di tipo mafioso senza neanche rendersene conto (che poi , spesso, si tratta anche di brave persone), ma probabilmente certi atteggiamenti sono nella nostra cultura, così radicati che neanche ci rendiamo conto di metterli in atto o di subirli. Lo so che nell’epoca moderna , nella quale si cercano le strade corte, anche uno scritto di questo tipo rischia di essere banalizzato, tuttavia la speranza è che possa servire da stimolo per iniziare un cammino costruttivo e condiviso. Adesso è necessario AGIRE.  Sarò un pazzo, come qualcuno mi suggerisce,  ma io sono disponibile a fare compagnia a chi vuole agire, anzi , ho già iniziato.

Mafia. Lombardo accusato di concorso esterno alla mafia, e i magistrati assessori Russo e Chinnici non si dimettono

Fonte: Osservatorio Sicilia

Ancora una tegola sulla Sicilia. Ormai è ufficiale, Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, è indagato per concorso esterno alla mafia. Dopo Cuffaro, peraltro già condannato anche in appello, l’onta della ragnatela mafiosa stazione ancora su Palazzo D’Orleans e Palazzo Reale.Eppure, solo qualche giorno fa abbiamo letto di dichiarazioni incoraggianti quali : siamo usciti da un tunnel …!

Raffaele Lombardo in rapporti con la mafia catanese. Voci da tempo si rincorrevano lungo le strette vie della libera informazione ma oggi la notizia è ufficiale, il presidente della Regione è indagato perché accusato non solo di avere rapporti con i boss mafiosi delle cosche catanesi, ma di essere stato eletto con i voti della mafia, e l’accusa è : concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo la Procua,l’elezione di Angelo Lombardo fu festeggiata con un sontuoso pranzo a base di vino rosè e quaglie alla brace. Gli esponenti delle famiglie Santapaola ed Ercolano il 4 giugno 2008, sempre secondo quanto afferma la Procura, erano con Angelo Lombardo, al Raffaele Lombardo, dopo la sua elezione a presidente della Regione, avrebbe assegnato il ruolo di «tramite operativo per i rapporti con l’ organizzazione criminale che continuano a far capo ancora a lui».
Gli inquirenti ritengono «provata l’ esistenza di risalenti rapporti, diretti e indiretti, degli esponenti di Cosa nostra con Raffaele ed Angelo Lombardo» e sono convinti del «Rapporto non occasionale né marginale ma cospicuo, diretto e continuativo grazie al quale l’ uomo politico poteva avvalersi del costante e consistente appoggio elettorale della criminalità organizzata di stampo mafioso a lui vicina».
Sono accuse pesanti come un macigno, circostanziate e che dovrebbero indurre Raffaele Lombardo a rimettere il suo mandato e permettere alla Sicilia di andare a votare per eleggere, sempre che sia possibile considerato che Lombardo segue a ruota Cuffaro, già condannato per fatti di mafia, una classe dirigente non collusa.
Non è servito a Lombardo circondarsi di magistrati in giunta.
Eppure, tutti sembrano attendere. La cosa che appare clamorosa è che intorno a questo presidente accusato di concorso esterno alla mafia, stanno ancora comodamente seduti nelle splendide poltrone del potere, due magistrati, o ex magistrati, che rispondono al nome di Massimo Russo e Caterina Chinnici.
Quantomeno dovrebbero dimettersi per coerenza con la loro “qualifica” di tutori del diritto e della giustizia.
Non lo fanno, attendono gli eventi, ma più passano i giorni e più diminuisce la loro credibilità di uomini e donne della giustizia ancorchè prestati (si fa per dire) alla politica.
La loro posizione è insostenibile e non giustificabile

Il fallimento del bipolarismo

Assistiamo  al fallimento del bipolarismo. Oramai è da 18 anni che si prova a fare governi Nazionali improntati sul personalismo dei primi ministri e basati su coalizioni che ci presentano un programma su cui votare. Ma puntualmente dopo le elezioni arrivano le dissoluzioni. Quello che è successo in Sicilia è davvero vergognoso. Si vota per un programma ed una coalizione e si ci ritrova governati da altri. A livello Nazionale, Berlusconi e Fini provocano una scissione disastrosa nel PDL, per il quale tanto si era lavorato e sul quale tanto si era sperato. Si pensava che fosse la buona volta, finalmente un bipolarismo con PDL da una parte e PD dall’altra. Invece no, le forze estremiste sempre pronte a tirare la giacca. La politica è così, perchè tutti giocano a salvaguardare la poltrona ed in questo sisstema bipolare,  bisogna indebolire gli altri per affermare se stessi. Tornare alla prima Repubblica? Forse più corretto dire che c’è bisogno di una terza repubblica. Il bibolare va bene, ma probabilmente è meglio che si formi in parlamento, così come prevede la costituzione. Tanto i programmi che presentano le coalizioni, puntualmente, vengono sempre disattesi. Meglio dare il consenso ai partiti, secondo i singoli programmi, affinchè formino maggioranze (in parlamento) dove sia possibile mediare le singole proposte. L’indicazione del premier a questo punto, diventa inutile, un bel proporzionale con la scelta dei candidati lasciata ai cittadini ed il gioco è fatto. E’ ora di  tornare indietro, con la consapevolezza che il sistema bipolare non può più dare risposte.