consiglio comunale del 20/7/2010

serata densa di provvedimenti. Ultimata la fase della trattazione dei debiti fuori bilancio Approvato un ODG sull’agricoltura presentato dalla CIA. Approvato il regolamento per la partecipazione popolare (con un emendamento del PDL). Approvato il regolamento per le aree mercato. Approvate le linee guida per la redazione del PRG. Approvata una mozione per chiedere interventi nel  quartiere musicisti. 

Consiglio Comunale del 19/772010

Riunione delle commissioni consiliari per l’elezione di presidenti e vicepresidenti.
Prima commissione (Bilancio, affari generali) : Presidente Russo Giovanni (Centrosinistra) Vicepresidente Lo Nigro Gaetano (PDL)
Seconda Commissione (attività produttive, attivita sociali): Presidente Failla Francesco(MPA), Vicepresidente Pozzo Filippo (Democratici Siciliani 360).
Terzia Commissione (urbanitica lav pubblici): Presidente Sergio Domenica (PDL), Vicepresidente Petrosino Carmelo (centrosinistra).
A seguire il consiglio comunale con la trattazione di due debiti fuori bilancio.

LA SICILIA del 17/7/2010 – Lotto minimo», riduzione operativa Caltagirone

In periferia si potrà costruire una casa singola da 120 mq in uno da 700 mq

Sabato 17 Luglio 2010 Catania (Provincia), pagina 49

Con l’approvazione definitiva – da parte dell’assessorato regionale al Territorio – del provvedimento varato (a larghissima maggioranza: un solo astenuto) il 30 settembre 2008 dal Consiglio comunale di Caltagirone, diventa operativa la riduzione (da 2mila a 700 metri quadrati) del cosiddetto «lotto minimo» utile per edificare nelle zone C3 (vale a dire le aree periferiche o immediatamente a ridosso di quelle periferiche) del Piano regolatore generale. Pertanto, adesso su un lotto di 700 metri quadrati sarà possibile costruire una casa «singola» di circa 120 metri quadrati. Con il provvedimento viene definita in maniera dettagliata la tipologia di abitazioni realizzabili: alloggi mono e bifamiliari isolati. Adesso, al Consiglio comunale, competerà una presa d’atto. Commenti improntati a soddisfazione a Palazzo dell’Aquila, sede centrale del Municipio di Caltagirone. «Il provvedimento in questione – sottolinea l’assessore comunale all’Urbanistica, Domenico Palazzo – determina una spinta considerevole all’edilizia privata e permette la costruzione di alloggi più a misura d’uomo e meglio armonizzati col territorio, per via di una tipologia edilizia più confacente alle aree periferiche».

«In questo modo si chiariscono incertezze interpretative e si evita l’insorgere di possibili contenziosi fra privati – afferma il sindaco calatino Francesco Pignataro – attraverso l’indicazione di regole certe e delle condizioni per strutturare al meglio le nuove aree, anche dal punto di vista della necessaria dotazione dei servizi».

Il presidente del Consiglio comunale, Fortunato Parisi, rileva «i benefici, di diverso ordine e grado, che potranno determinarsi grazie alle modifiche apportate al lotto minimo, andando così incontro alle esigenze dei cittadini». Già in occasione del «varo», da parte dell’assise cittadina, le dichiarazioni dei consiglieri dei vari schieramenti politici sottolinearono soprattutto gli aspetti positivi del provvedimento

tratto dal quotidiano “LA SICILIA”.

Non ci resta che il BLOG

Apprendo con piacere, dal quotidiano La Sicilia di oggi,  che alla Regione è stata approvata la modifica di piano regolatore ed in particolare delle norme di attuazione della zona C3.La proposta iniziale dell’Amministrazione era incentrata sulla modifica del regolamento per l’edificazione nelle zone C3 e trattava la questione del lotto minimo, fissandolo  in 850 metri. A seguito di un emendamento (prima contrastato) presentato in consiglio da me, fu proposto di diminuire tale superficie minima consentita a 700 metri ma in un primo momento, l’Amministrazione era per non scendere al di sotto degli 800. Sulla questione – e su un’altra relativa agli insediamenti chiusi – fu sospeso il consiglio e rinviato il provvedimento in IV commissione.
Il provvedimento con gli emendamenti, ritornati, in commissione consiliare, fu condiviso con gli altri consiglieri (bipartisan)  ed a questo punto si riuscì a diminuire la superficie necessaria per costruire da 850 metri a 700 metri.
In pratica l’emendamento (per ridurre a 700 metri la superficie minima)  è divenuto l’argomento principale e vanto dell’ Amministrazione Pignataro. Mi fa piacere (!).  Detto questo,a dire il vero,   puntai anche su seicento metri , ma  fu già difficile ottenere questo risultato. Con questa modifica , di fatto, si aiutano quelle famiglie che intendono acquistare o costruire una casa economica nel verde. Infatti su 850 metri si sarebbe costruita una casa di circa 140 metri quadri, invece su 700 metri si potranno realizzare 116 metri quadri. Ancora meglio sarebbe stato se il lotto minimo fosse stato di  di 600 metri, cosa che avrebbe consenntito la costruzione di una casa di 100 metri quadri, certamente  più economica ed alla portata. Purtroppo, ai quei tempi sembrava che si proponessero corbellerie e c’era un certo timore rispetto Mamma Regione (Assessorato Regionale al Terrotrio ed Ambiente). Tutto è bene quel che finisce bene, a dimostrazione che si può osare.

L’OPPOSIZIONE UTILE

Quando si fa   una riflessione e magari la si scrive su un giornale o la si pubblica su un blog, scaturisce da parte degli avversari, un senso di ilarità se non feroci attacchi personali. Mi è capitato. Questo significa che nella nostra città non siamo più abituati a ragionare, ad accettare le riflessioni degli altri, a dialogare, a fare nascere qualcosa di buono, dalle idee e dai pensieri di ognuno di noi, comunque espressi. Tuttavia, io sfido questo stato di cose e fino a che avrò il mandato che ho, continuerò per la mia strada. Ecco perché questa riflessione di oggi.
A volte mi domando quale sia il modo più corretto di impostare una strategia di opposizione all’interno del Consiglio Comunale. Viviamo un paradosso: è stato eletto un Sindaco in prima battuta. I cittadini lo hanno voluto a larga maggioranza. Hanno voluto che questo Sindaco guidasse questa città. Non hanno voluto il Sindaco proposto dal centrodestra e  pur votando un consigliere di centro-destra, il Sindaco doveva essere quello. Anche noi del centrodestra non è che ci abbiamo messo buona volontà, parliamoci chiaro, i partiti di centrodestra hanno fatto di tutto per perdere, non sapevano più cosa inventarsi (!). Detto questo, adesso in consiglio ci sono 13 consiglieri eletti nella coalizione di centro-sinistra e 17 eletti in quella di centro-destra (che se vogliamo essere scaramantici, porta anche sfortuna). Qui nasce l’inghippo. Cosa si sarebbe dovuto fare fin dall’inizio? Sfiduciare il Sindaco eletto in prima battuta dai cittadini? Questo non era possibile, sia perché mancavano i numeri ma anche  perché irrispettoso della volontà democratica. Forse si sarebbe dovuto impedirgli di portare avanti qualsiasi iniziativa? Neanche questo possibile perché alla fine sarebbe stata la città a rimetterci. Bocciare tutti i bilanci preventivi e consuntivi? Non ha senso perché se vogliamo possiamo stravolgerli in consiglio comunale. Bocciare tutti i debiti fuori bilancio che ci vengono proposti? Nemmeno questo avrebbe avuto senso, si tratta di sentenze esecutive e ci avrebbero pignorato anche il municipio. Eppure certa opposizione porterebbe a questi risultati. Francamente una cosa devo dirla. Da uomo di centro-destra, mettere l’amministrazione  Pignataro in forte difficoltà, al punto di fare commissariare il comune ad ogni bilancio, al punto consentire il pignoramento del municipio, mi sarebbe molto convenuto. Magari non personalmente,ma per la parte che rappresento. Ci saremmo riempiti la bocca di come il Sindaco e la Sua giunta avrebbero ridotto la città, tuttavia, lui al massimo avrebbe pagato un prezzo politico (poco probabile, perché si sa difendere), mentre i cittadini avrebbero pagato il conto delle nostre scelte (molto probabile). Se ne deduce che certo tipo di opposizione , quindi, non serve a niente, solo a fare danni alla comunità. Ne sono convinti tanti Consiglieri Comunali, in modo trasversale. Ed allora, nei debiti fuori bilancio, si vede che all’ultimo momento c’è l’abbandono della nave, escono dal consiglio di destra e sinistra, del gruppo Unione (PD+Moderati) , dell’MPA o del PDL,  Del gruppo dei popolari o del gruppo DS360, non ha importanza, casualmente in certi momenti si esce e, sempre casualmente, si trovano i numeri per approvare certi provvedimenti.  Ma allora che senso ha colpevolizzarci reciprocamente? Che senso ha fare l’opposizione stomachevole quando poi  si sa che non può trovarsi alcuna quadratura su certo tipo di atteggiamenti? Quale è , allora, l’opposizione corretta? Come si può contribuire ad un’amministrazione corretta della città? Io resto convinto che che i cittadini hanno la speranza di eleggere i consiglieri comunali affinché esercitino un’attività propositiva e di controllo.  Lo sanno che a gestire saranno il Sindaco e la sua giunta. I cittadini non sono scemi, non sono una massa inerme, va bene che qualche voto viene dato dietro qualche incauta  promessa, ma in generale, sanno quello che fanno e quello che vogliono. Questo è dimostrato ogni giorno. E’ frequente che il cittadino si rivolga al Consigliere per dirgli che è sbagliata una parte di un regolamento piuttosto che un’altra. Che bisognerebbe prevedere questo o quello. Che bisognerebbe istituire un servizio. Che un’altro servizio dovrebbe essere fatto in un modo piuttosto che in un’altro. Questo ed altro lo chiedono non al Sindaco ma ai consiglieri comunali. Il problema è che poi, i consiglieri comunali, invece di lavorare su queste cose serie, vanno in consiglio comunale solo per svuotarsi lo stomaco, magari perché non gli è stato dato il contentino. Ci presentiamo in  televisione come se fossimo deputati nazionali, a giudicare a destra ed a manca, quando invece alcuni  nulla fanno di concreto. Nessuno sembra capire quale sia il ruolo che spetta al consigliere comunale ed accade che quando qualcuno cerca di praticarlo rischia di essere pure deriso perché considerato troppo idealista, troppo interessato a questioni per le quali e meglio che decidano gli altri. In  queste circostanze ci vuole un grande coraggio ed una grande forza interiore per continuare a fare attività amministrativa utile ai cittadini. Perché questo tipo di opposizione non viene compresa, anzi viene considerata consociativismo. Mi spiego. Se uno rispetto ad un provvedimento proposto dalla giunta Pignataro, fa le barricate, cercando di migliorarlo con emendamenti, proposte e suggerimenti ed alla fine, soddisfatto,  lo vota favorevolmente,  questo sarebbe tradire il voto degli elettori. Se invece un’altro rispetto allo stesso provvedimento, comincia ad attaccare l’amministrazione in consiglio (anche fuori tema), fa tre ore di caciara, non fa alcuna proposta concreta ed infine non riesce a tenere neanche i suoi in aula per farli votare contro, allora questa è la vera opposizione (!). Ancora più vera e giusta se si riesce a fare un danno, così che si possa colpevolizzare l’avversario (tanto poi paga pantalone). Ecco perché pongo alcune questioni a me stesso. Facile è darmi le risposte. Resto convinto che in   questa situazione dell’anatra zoppa, con un Sindaco di un colore ed un consiglio -sulla carta- a maggioranza di un’altro colore, si debba cercare di trovare una quadratura non per il bene personale ma della nostra comunità. Ciò che deve continuare a fare il Sindaco è la gestione e su questo sarà giudicato. Ciò che deve fare il consiglio è l’attività ispettiva, verificare che non ci siano inesattezze o addirittura illeciti oltre alla fondamentale attività di proposta e miglioramento dei provvedimenti che sono sottoposti al vaglio. Solo quando non viene presa sul serio la buona volonta dei consiglieri comunali, solo quando essi sono ridotti a non potere intervenire sul  miglioramento dei provvedimenti,  quando tutto ciò dovesse accadere, diventa legittimo mettere in forte difficoltà l’amministrazione, costi quel che costi. Alla fine ognuno, dando il proprio contributo, avrà fatto quello che doveva fare,  potrà ritornare a viso scoperto dai propri elettori, o potrà ritornare, con la coscienza a posto, al proprio lavoro.  Si potrà dire se le proprie proposte sono state accolte oppure no. Si potrà dire dove e perché ha sbagliato questa amministrazione. Io direi che questa è un opposizione utile ed è quella che proverò a portare avanti.
Claudio De Pasquale

consiglio comunale del 12-7-2010

approvati due debiti fuori bilancio previo emendamenti presentati dal gruppo PDL. A seguire approvato il provvedimento di programmazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande alla luce del decreto legislativo n. 59/2010, ovvero la liberalizzazione per l’apertura di esercizi pubblici (bar ristoranti e similari), con la individuazione di una zona di salvaguardia all’interno del nucleo del centro storico.
Sul provvedimento presentati 2 emendamendi dal gruppo PDL. Con  uno si chiedeva che all’interno della zona di salvaguardia  la superficie minima per aprire l’esercizio passasse da mq 50 (proposti dall’amministrazione con il provvedimento) a mq 30( proposti con la modifica richiesta dal PDL). Parere contrario dell’amministrazione, l’ufficio non si è espresso. La proposta del PDL non passata causa l’astensione del gruppo dell’unione (che sostiene l’amministrrazione) e i voti contrari di alcuni consiglieri dell’MPA presenti in aula. L’altro emendamento riferiva alla proposta di una modifica per consentire l’apertura di esercizi anche dove vi sono barriere architettoniche causate dalla viabilità stradale (ad esempio un ristorante o un bar che si raggiunge percorrendo una scalinata). La proposta iniziale, infatti, non era chiara e pareva che non si consentisse di aprire esercizi pubblici in queste circostanze (dove le barriere architettoniche ai diversamenti abili non sono causate dall’esercizio ma dalla strada pubblica).  L’emendamento è stato acconlo pur con i voti contrari dei consiglieri dell’MPA .  Infine per l’intero provvedimento il voto favorevole del consiglio comunale.
Come Gruppo siamo rimasti molto scettici rispetto al fatto che non sia passato l’emendamento (di buon senso), che riduceva la superficie minima per aprire un esercizio. Paradossalmente, si consente di aprire un esercizio di somministrazione in un chiosco (concesso dal comune senza superficie a disposizione degli utenti!!) e non si consente di aprire un piccolo bar con somministrazione in un locale di 49 mq  (se oggi applicassimo questo nuovo regolamento chiuderebbero metà dei bar in centro storico!!) . Ma sembra che il buon senso sia difficile da fare prevalere, anzi,  forse prevalgono altre logiche………….

legge Anselmi

Nella legge Anselmi interessanti i primi due articoli:
Il primo afferma che si “considerano associazioni segrete e come tali vietate dall’ articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’ interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalita’ e attivita’ sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attivita’ diretta ad interferire sull’ esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonche’ di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. L’ articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: tra l’ altro e’ prevista la sospensione dal servizio.
Mi pare che non si salvi quasi nessuno !! Ciò in considerazione del fatto che i partiti sono associazioni politiche e che è prassi che chi ne fa parte, interferisce  con l’esercizio di funzioni delle amministrazioni pubbliche. Poi la linea di demarcazione tra quello che è corretto e quello che è scorretto diventa quasi impercettibile!