Rifiuti: Approvato il ddl che adegua l’Italia alla direttiva UE — se applicato correttamente e senza distorsioni risolverà i tanti problemi nei cantieri edili .

Significative novità nella gestione dei rifiuti, con il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea del 2009 sui rifiuti approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo.

Il nuovo decreto è volto a rafforzare i principi della precauzione e prevenzione nella gestione dei rifiuti, a massimizzarne il riciclaggio ed il recupero, a garantire che tutte le operazioni di gestione dei rifiuti, a partire dalla raccolta, avvengano nel rispetto di rigorosi standard ambientali.

“Il decreto era molto atteso – ha spiegato il Ministro Prestigiacomo – perché finalmente si riordina e semplifica tutto il sistema della gestione dell’intera filiera dei rifiuti introducendo vantaggi ed elementi di modernizzazione per le imprese, per i cittadini e, in generale, per il sistema paese”.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sul proprio sito internet, ha evidenziato i punti salienti del decreto, ovvero:

Questi i punti salienti del decreto:

* La definizione di materia seconda. Ad esempio: rottami ferrosi o la carta usata fino ad oggi erano considerati rifiuti, ora potranno essere riutilizzati secondo le regole non più dei rifiuti ma, appunto, delle “materie seconde”.

* La definizione di sottoprodotto (i trucioli della lavorazione del mobile, gli sfridi della lavorazione del metallo, etc). Anche in questo caso il nuovo decreto stabilisce regole più semplici e più concrete per il riuso evitando tutta la trafila di adempimenti e costi legati al rifiuto.

* Il riutilizzo di terre e rocce da scavo. Sino ad ora tutte le imprese che realizzavano infrastrutture (strade, autostrade, immobili, metropolitane) erano costrette a smaltire il materiale scavato come rifiuto (con adempimenti e ancora oneri annessi, come portarlo in discarica) e acquisire nuovo materiale per le attività di costruzione delle opere. Oggi invece se il materiale di risulta non è contaminato verrà considerato un sottoprodotto e potrà essere riutilizzato in loco.

* La Definizione di CDR. Viene reintrodotta la nozione corretta di Combustibile da Rifiuti. Ciò consentirà all’Italia, analogamente a quanto già fatto a Fusina e a quanto accade normalmente nei distretti industriali del nord Europa, di produrre energia dai rifiuti, considerando quindi il rifiuto non più uno scarto ma una risorsa economica, con vantaggi sia in termini ambientali che di bolletta energetica.

* Tracciabilità dei rifiuti – SISTRI. Inquadra nell’ambito normativo europeo il recente provvedimento istitutivo del sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti speciali, pericolosi e non, superando in termini di affidabilità e controlli gli stessi paletti fissati dall’UE. Il decreto definisce inoltre le sanzioni per l’inosservanza delle previsioni relative al Sistri che non potevano essere contenute nel decreto ministeriale istitutivo del sistema.

* Fissa target di recupero di alcuni materiali. Per vetro, carta, plastica e metalli viene fissata al 2020 una soglia tassativa minima di recupero, il 50%, nell’ambito di una pratica che deve diventare sempre più diffusa e stringente di raccolta differenziata, orientando stili di vita e meccanismi di produzione sempre più verso la cosiddetta “società del recupero”.

* Consente risparmi individuali e collettivi. Il decreto definendo un sistema basato sul recupero e riutilizzo dei prodotti permetterà di realizzare sostanziali economie in materia di: bolletta energetica nazionale; costi per le famiglie sia in termini energetici che di beni di consumo; costi per le imprese.

fonte geometri.info

consiglio comunale del 8-4-2010

Ieri sera al consiglio comunale una serata sicuramente da dimenticare. Una pagina politica di bassissimo profilo. Il fine era giusto, ma la convocazione era stata fatta sulla base di una mozione, primi firmatari gruppo MPA, attenente le spese di funzionamento di consiglio e commissioni, non condivisa sin dall’inizio, per i toni inopportuni e le conclusioni errate. Purtroppo il pretesto è stato utilizzato per fare attacchi personali, per proposte sconsiderate, prive di qualsiasi fondamento. Troppe antipatie, troppe inimicizie per fare politica di certo livello. Si è persa un’altra occasione per ragionare assieme. La tentazione, di alcuni, di usare l’aula del Consiglio Comunale per acquisire consenso facile è irresistibile, probabilmente è perchè a certuni interessa solo il consenso per i voti, i voti per il potere, il potere per …. chissà cosa. Ieri sera guardavo tra il pubblico e vedevo cari amici, non del mio partito, ma brave persone che nella politica di servizio ci credono e che, secondo me, non si rendevano neanche conto di quello che stava succedendo. Si trattava, purtroppo, della solita strategia, quella di alcuni, di apparire belli e casti (!) per cercare di conquistare il loro consenso e quello della città (improbabile) incuranti delle divisioni create nel passato ma sopratutto ieri, nella coalizione che sarebbe dovuta servire di contrappeso all’amministrazione di centro-sinistra. Una opposizione sana e costruttiva, un opposizione condivisa ed unitaria che non è stato possibile costruire a causa della cocciutaggine di alcuni. Purtroppo, rispetto alla politica sono prevalse antipatie e risentimenti, difficili da estirpare, oramai. C’erano molti modi per chiarire alcuni aspetti tecnici della conduzione di consigli comunali e commissioni, anche in sede di riunione di capigruppo. Ma si è voluto fare platealmente, si desiderava mettere sul tavolo il numero di riunioni di questa o quella commissione, elogiando chi si è riunito poco, mortificando chi ha fatto più sedute. Poi da vedere se poco significa efficienza o meno, non dico che molto lo significhi, ma vorrrei capire quale è il parametro di valutazione. Tutto si poteva fare con i corretti atteggiamenti. Perchè l’MPA non ha accolto ed ha impedito la presentazione della proposta PDL di elaborare un documento condiviso per ridurre i costi della politica? Semplicemente perchè non si doveva ragionare, si doveva solo attaccare, si doveva costringere gli altri a votare un documento basato su errati presupposti, sapendo dall’inizio che, era inaccoglibile e che quindi sarebbe conseguito un voto contrario da sbandierare a tutti, da affiggere sui manifesti. Il Consiglio Comunale di Caltagirone, con grande autorevolezza, con il pragratismo che lo contraddistingue, ha bocciato senza indugio la mozione unilaterale dell’MPA, perchè inopportuna, basata su falsi presupposti, presentata solo a fini strumentali. Faranno gli altri, qualcosa di più utile.

dal blog http://www.claudiodepasquale.it/

Lettera al Presidente del Consiglio Nazionale Geometri.

Al Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri laureati
Piazza Colonna 361
00187 ROMA

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La sollecito a porre molta attenzione rispetto al tavolo di discussione con gli ordini professionali voluto dal Ministro Alfano. Premetto che io sono dello stesso orientamento politico di Alfano. Tuttavia, nutro molti dubbi rispetto a questa iniziativa. Sulla questione delle competenze non aggiungo niente, perché vedo cosa Lei sta facendo, ho ascoltato il Suo intervento a Catania e dato che conosce meglio di noi tutti la questione è superfluo propinarLe consigli.
Devo però farLe rilevare che l’abolizione del decreto Bersani, non penso che vada a nostro vantaggio anzi penso che rientri in un piano complessivo volto a fare scomparire i geometri dalla faccia della terra.
Le spiego a cosa mirano, secondo me: Per prima cercheranno di limitare quanto più possibile le competenze dei geometri e temo che ci riusciranno, in secondo con l’abolizione delle società multidisciplinari cercheranno di fare in modo che i geometri non possano neanche fare società, associazioni temporanee e neanche collaborazioni con i tecnici laureati.
Anche la questione delle tariffe libere e della possibilità di pubblicità non rappresenta il male assoluto, perché sono strumenti che possono aiutare i più giovani ad entrare nel mondo del lavoro. In tutta Europa l’esercizio delle professioni può essere svolto in qualunque forma, le tariffe sono libere, la pubblicità è possibile, perché in Italia dovremmo fare il contrario?
Perché gli incarichi li vogliono sempre le stesse persone, non c’è altra spiegazione!
Sulle tariffe libere, noi geometri, non abbiamo avuto tanti problemi perché, di fatto, ci ha regolato il mercato. Le tariffe obbligatorie sono state solo un problema quando si doveva dimostrare al fisco il motivo di un pagamento inferiore a quello previsto…
A noi non interessano gli incarichi pubblici e neanche le tariffe imposte, a noi interessano le competenze e la possibilità di poter sperare che ci siano nuovi iscritti nei nostri Albi. Se dal tavolo di discussione, uscirà fuori, la diminuzione delle competenze e l’impossibilità di associarsi o collaborare con i laureati, per noi è finita, meglio sciogliere il Consiglio Nazionale ed i collegi, perchè nessuno si iscriverà più , ed a noi converrà andare a fare un altro lavoro. Inutile aver aggiunto accanto alla parola “geometri”, le parole “geometri laureati” perché a dire il vero, chiamali come vuoi, ma quello che fa un ingegnere o un architetto , uno di noi, diplomato o laureato, non potrà mai farlo.

Caltagirone 6/4/2010
Cordiali Saluti
Geom. De Pasquale Settimo