Mafia: Ordine giornalisti Sicilia, pesanti attacchi a cronisti per caso Lombardo

Palermo, 30 mar. – (Adnkronos) – L’Ordine dei giornalisti di Sicilia rileva “con preoccupazione le numerose, e talvolta pesanti, prese di posizione assunte da esponenti politici e istituzionali, ma anche da alcuni organi di informazione, contro i colleghi”, che hanno anticipato la notizia dell’indagine di Catania riguardante il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
Fermo restando “il diritto di ciascuno di esprimere liberamente le proprie opinioni”, l’Ordine rileva che “non si possono gratuitamente attaccare i cronisti per il semplice fatto di avere fatto il proprio lavoro ne’ adombrare che si siano fatti strumento di chissa’ quale complotto per avere dato una notizia di cosi’ grande rilevanza”. L’Ordine e’ “al fianco di tutti i giornalisti che ogni giorno fanno bene il proprio lavoro e pubblicano notizie che possono magari risultare scomode ma si tratta pur sempre di notizie

uno dei tanti commenti sul condono edilizio e la mia risposta

Dal gruppo dei senatori del Popolo delle Libertà è stata presentata la richiesta per la riapertura del condono edilizio fino al prossimo 31 dicembre.
Si restituirebbe così alla speculazione la possibilità di effettuare (e immediatamente sanare) nuovi abusi: gli effetti sarebbero devastanti per il nostro paese.
Ma c’è di più: questi stessi parlamentari del partito del ministro Biondi – e del capo del governo Berlusconi – chiedono anche una sanatoria per gli abusi commessi in aree protette per il loro valore ambientale, paesaggistico e monumentale.
La mancanza di senso civico è impressionante.
La Lega acconsente, come già per il ponte sullo Stretto al posto del risanamento idrogeologico della Sicilia: sono cambiali da pagare sulla pelle dei cittadini.
D’altra parte il cattivo esempio è venuto proprio dal “piano casa” dell’assessore regionale leghista Boni che, con l’assenso di Formigoni, è andato andirittura al di là delle indicazioni governative e ha permesso la cementizzazione selvaggia delle poche aree verdi rimaste nei centri storici,
Queste sono le persone che dovrebbero avere a cuore la nostra terra e preservarla dalle “invasioni”: chi ci difenderà da questi sedicenti difensori?
La mia risposta

Questa è una delle tante osservazioni sull’eventuale proroga del condono edilizio ipotizzata da alcuni senatori del PDL, in questo caso sembra fatta da un cittadino che abita al nord dove c’è la presenza della Lega. Di questi tipi di commenti la rete è piena. Il problema fondamentale, purtroppo, è che chi fa questi commenti non capisce nulla di edilizia ed urbanistica tanto da confondere un condono con la possibilità di costruire e speculare. Scrivono senza sapere e si fanno complici dei moralizzatori sempreverdi, che hanno contribuito a rovinare il nostro territorio, avvallando scelte discutibili ed impedendo pratiche utili a tutti. L’importante è dare loro qualche incarico personale, poi tutto si può fare, anche un’autostrada che taglia un sito archeologico. I sempreverdi dovrebbero sapere che un condono edilizio serve solo per verificare la possibilità di regolarizzare edifici costruiti senza autorizzazione. Questo, spesso si verifica a causa dei piani urbanistici assenti o sbagliati. Sbagliati, perché non rispondono alle esigenze colletive tanto da costringere a ricorrere all’abusivismo salvo rischiare di rimanere senza un tetto sulla testa. Oppure devi rivolgerti agli speculatori o al mercato dell’affitto divenuto davvero scandaloso. In Francia o in Germania non c’è tutto questo abusivismo, ma se vuoi costruire una casa il comune SUBITO ti mette a disposizione un tereno, non come in Italia. Un terreno te lo mettono a disposizione in dieci giorni, ed in un giorno hai il progetto approvato. In Italia se chiedi un terreno per edilizia economica popolare, prima ti cerchi la raccomandazione, poi ti fanno disperare per 20 anni , in fine dopo trenta anni, se tutto va bene, ti costruisci la casa. Detto questo veniamo all’eventuale condono edilizio. Cari sempreverdi, i senatori del PDL non hanno proposto un nuovo condono edilizio. Hanno semplicemente affermato un principio: considerato che è stato fatto il condono edilizio nel 2003, considerato che la legge non è chiara sulla questione della sanabilità in aree vincolate, si stabilisca che è possibile sanare se l’immobile è compatibile con il vincolo imposto, mentre NON SI CONSENTA di sanare se l’immobile costruito non è compatibile con il vincolo imposto, inoltre, dato che la legge 326/2003, nella parte che dispone della sanatoria è scritta CON I PIEDI e non con la testa, tanto da indurre dubbi in molti cittadini, si consenta una proroga, una riapertura dei termini per presentare la istanza SENZA VARIARE L’EPOCA DI EDIFICAZIONE AMMESSA ovvero non si apra alle costruzioni edificate dopo il 2003 ma solo a quelle edificate prima del 2003. Quindi non è un nuovo condono , è una legge di chiarimento e riapertura di termini per mettere i cittadini tutti sullo stesso piano con gli stessi diritti. Inoltre, c’è da fare presente che da qualche anno a questa parte, l’Agenzia del Territorio ex catasto, sta invitando tutti i cittadini ad accatastare gli immobili, anche quelli abusivi, perchè da un riscontro aerofotogrammetrico ha scoperto tanti fabbricati non inseriti nelle mappe catastali. Ora, da una parte si chiede l’accatastamento per pagare le tasse e dall’altra non si dovrebbe consentire di sanare questi immobili. Ma allora perchè i cittadini dovrebbero accatastare questi fabbricati e pagare le tasse? Per riscuotere siamo tutti d’accordo, però a condizione che tutto resti abusivo. Un nonsenso. Insomma questi sempreverdi prima di aprire bocca dovrebbero avere un minimo di conoscenza dei fatti ed evitare di dire fesserie senza capire nulla delle questioni.

Ordine del giorno Consiglio Comunale di Caltagirone – sanatoria edilizia 326/2003

A richiesta pubblico l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Caltagirone in riferimento alla problematica sorta a seguito della presentazione delle istanze di condono edilizie legate alla legge 326/2003.

Può essere stampato, consegnato ai consiglieri delle altre città siciliane, invitandoli a proporlo nei rispettivi Consigli.

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: Richiesta alla Regione Sicilia per dare soluzione alla problematica delle pratiche
presentate ai sensi della legge 326/03 ed ancora non definite.

Il Consiglio Comunale di Caltagirone

Considerato
-che è necessario dare soluzione alla questione delle istanze di condono edilizio presentate ai sensi della legge 326/2003 e riguardanti immobili in aree vincolate, in gran parte sospese a causa di una non chiara previsione legislativa e conseguente mancata emanazione di una legge correttiva;
-che per quanto riguarda i vincoli sul territorio, le passate leggi di condono ovvero la legge 47/85 e la legge 724/94, alle quali si richiama quest’ultima legge 326/2003, hanno permesso la sanabilità, salvo parere degli Enti preposti alla tutela dei vincoli. Deve infatti precisarsi che vi sono aree, che ancorché sottoposte a vincolo, sono edificabili. Cosa diversa è dove vi è la presenza di aree a vincolo di inedificabilità assoluta, in quelle aree non deve essere permessa la sanatoria;
-che i cittadini hanno interpretato la legge 326/2003, nel senso che fosse possibile presentare la domanda di condono anche nelle aree parzialmente vincolate, infatti, in caso contrario nessuno avrebbe avanzato domanda di sanatoria;
-che, in generale, la Pubblica Amministrazione è stata più prudente, interpretando la norma nel senso più restrittivo, con il supporto dei pareri degli Assessorati Regionali competenti;
-che anche la recente circolare emanata dall’Assessorato Dei beni Culturali Regione Sicilia, n. 96151 del 11/11/09, non sembra idonea a dirimere tutti i dubbi interpretativi;
-che le questioni poste sono di interesse diffuso e generale;
-che un intervento concreto darebbe soluzione alle incertezze che sono in capo ad Enti Locali e cittadini;
-che la problematica investe tutta la Regione, dato che gran parte del Territorio risulta essere vincolato, anche se con tutele ambientali che permettono l’edificabilità dei suoli e modifiche sugli immobili, salvo pareri degli Enti preposti alla tutela dei vincoli stessi;

Per le motivazioni esposte
Il Consiglio Comunale di Caltagirone
FA VOTI

-Affinché La Regione Siciliana attraverso gli Assessorati di competenza, provveda a dare soluzione alla questione posta;

CHIEDE

alla Regione Siciliana, di porre le condizioni per sbloccare tutte le istanze di condono edilizio già presentate a sensi della legge 326/2003 e per le quali i cittadini hanno pagato la relativa oblazione, emanando un provvedimento che consenta la sanabilità delle opere realizzate nelle aree a vincolo relativo, ovvero dove è ammessa l’edificabilità dei suoli o la modifica degli immobili, salvo parere dell’ente preposto alla tutela dei vincoli, così come previsto dall’art . 23 della L.R. 10/8/1985 n. 37;

IMPEGNA
Il Presidente del Consiglio Comunale affinché provveda ad inviare il presente ordine del giorno:
-Al Presidente della Regione Sicilia;
-Al Presidente della Provincia di Catania;
-All’Assessorato al Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia;
-All’Assessorato dei beni Culturali della Regione Sicilia;
-Al Presidente dell’Assemblea Regionale;
-Al Ministero delle Infrastrutture – Roma.


f.to
Consigliere De Pasquale

consiglio comunale del 26/3/2010

Seduta ricca di provvedimenti di interesse generale.Per prima, su proposta della Presidenza del consiglio si è trattato un ODG aggiuntivo sulla soppressione dell’ATO CT5 Kalat Ambiente, su testo già precedentemente predisposto e condiviso dall’intero consiglio. Approvato all’unanimità, si riporta il deliberato: IL CONSIGLIO COMUNALE DI CALTAGIRONE FA VOTI
-per manifestare disapprovazione rispetto alle scelte dell’Assemblea Regionale Siciliana che non ha previsto una norma di salvaguardia per tutti gli ATO rifiuti e le comunità che in questi anni si sono distinte per avere operato con una sana gestione.
Invita il Presidente del Consiglio ad inviare il deliberato:
al Presidente della Regione, al Presidente dell’Assemblea Regionale, ai consigli dei comuni che gravitano nel territorio. 26/3/2010
Successivamente trattati un ODG per manifestare il diritto all’acqua, in particolare perchè questo bene non sia gestito ai fini speculativi, anzi si miri a forme di gestione pubblica. Approvato all’unanimità.
Infine trattata una mozione sulla questione delle domande di sanatoria bloccate a causa della mancata emanazione di una legge di settore riguardante una corretta interpretazione sui vincoli che permettono o non permettono la sanabilità dell’opera. Anche quest’ultimo provvedimento approvato all’unanimità.
http://www.claudiodepasquale.it/

Consiglio Comunale del 22-3-2010

Trattata una mozione presentata dal Consigliere Pulvirenti e nella riunione dei capigruppi fatto proprio da tutti. L’argomento quello del punto cliente INAIL per la realizzazione di protesi, da insediare nell’ospedale di santo Pietro. Presenti anche il Direttore generale dell’ASP Catania ed il direttore provinciale INAIL, i quali hanno voluto manifestare la loro disponibilità a valutare positivamente l’aspettativa della nostra comunità.

Consiglio Comunale del 18-3-2010

Trattate due mozioni, entrambi per sollecitare l’Amministrazione ad intervenire sulla manutenzione ordinaria di parti del Giardino Pubblico e sui fontanoni del Gaggini. Approvate all’unanimità.

Legge sui rifiuti, ridotto a 10 il numero degli ATO

l disegno di legge sulla gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati all’esame dell’Assemblea regionale siciliana, ha compiuto un altro passo in avanti. Nella seduta pomeridiana di Sala d’Ercole di giovedì 18 marzo 2010, alla cui presidenza si sono alternati il presidente Francesco Cascio e il vicepresidente vicario Santi Formica, sono stati approvati altri quattro articoli: il cinque, il sei, il sette e l’otto. La prima delle nuove norme approvate riduce da 27 a 10 il numero degli ATO con l’istituzione di quello delle isole minori. L’articolo sei istituisce –una per ogni ATO- le SRR, società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti. Su un emendamento aggiuntivo del governo, tendente ad ampliare la portata di quest’ultima norma, s’è sviluppato un lungo e serrato dibattito, alla conclusione del quale la proposta di modifica è stata accantonata. Gli articoli sette e otto prevedono, rispettivamente, l’avvio operativo delle SRR e le funzioni dell’autorità d’ambito. Il presidente di turno Santi Formica ha quindi rinviato i lavori d’Aula a martedì 23 marzo alle ore 16.

Piano Casa Sicilia: e le case legittimamente condonate?

L’Assemblea Regionale Siciliana ha licenziato la legge sul Piano Casa, un provvedimento che genererà pochissima economia in Sicilia. Molti hanno perso di vista lo scopo principale di questa legge, che era quello di dare una boccata di ossigeno al settore edilizio e quindi all’occupazione. In conferenza Stato-Regioni, già messi i primi paletti. Nelle varie Regioni, in sede di recepimento, altre numerose limitazioni. Alla fine, non si è concluso quasi nulla. In Sicilia un caso tutto particolare perchè con la nostra Autonomia avremmo potuto essere davvero incisivi: c’erano le forze politiche e sociali che proponevano aperture, possibilità, soluzioni per i tanti problemi dell’edilizia, ma non sono state ascoltate, forse anche a causa di equilibri politici davvero singolari. Si posso ampliare del 20% le case unifamiliari , bifamiliari e gli uffici costruiti entro il 31/12/2009. Solo che c’è un piccolo problemino. Le case unifamiliari e bifamiliari ampliabili, sono in prevalenza costituite da villette nel verde agricolo. Si da il caso che in Sicilia, questa tipologia di costruzione è stata bandita per lungo tempo, tanto che molti cittadini (sbagliando, per carità), hanno dovuto ricorrere all’abusivismo edilizio per costruire questo tipo di abitazioni. Alla mancanza di lungimiranza del legislatore hanno sopperito i condoni edilizi. Sono state leggi necessarie non tanto per aiutare gli abusivi, ma perché si è riconosciuto il grave errore di chi non ha saputo pianificare il territorio, di chi non ha compreso le esigenze sociali, che sono alla base di ogni progetto urbanistico. Con il condono edilizio si consegue la piena legittimità dell’immobile. Chi ha comprato una casa con una regolare concessione edilizia, credendo di essere un cittadino al pari degli altri, con questo piano casa è stato tradito. Infatti, il Piano Casa Siciliano, prevede che l’immobile che prima era abusivo e che ora è in regola, perfettamente legittimato con concessione edilizia, non può essere ampliato. D’un tratto i titoli abilitativi perdono di efficacia, ai fini dell’applicazione del piano casa, sono inutilizzabili. Cittadini uguali, che comprano case con lo stesso titolo abilitativo, messi su piani diversi. Probabilmente è anche incostituzionale. In Assemblea Regionale, su questo punto, una battaglia ideologica e politica all’ultimo sangue, ma alla fine hanno vinto i no e con questa decisione, senza esagerare, la metà degli interventi previsti non si potranno fare, qualcuno ha affermato l’80%. Non si sono neanche resi conto di non avere fatto solo un torto ai proprietari di questa tipologia di case, lo hanno fatto all’intera economia di settore. Mi ha colpito una dichiarazione del Presidente della Regione fatta durante i lavori in Assemblea: “Se poi, anche per un tot di principio – riguardasse una sola casa in Sicilia o, peggio ancora, se fosse l’80 per cento – tollerassimo condoni e sanatorie, la legge e, quindi, tutti noi, l’Assemblea che le leggi le approva, sicuramente perderemmo quella dignità. Ecco perché, aggiungo a quanto detto dall’assessore Gentile, anche il mio punto di vista, quello del Presidente della Regione, nell’esprimere un no fermo a questo emendamento.” (l’emendamento per consentire ampliamenti di case legittimamente sanate). Era un ragionamento nel contesto, a chi lo ha ascoltato pare di capire : pure se con questo piano casa si intervenisse su una sola casa in Sicilia, pure se l’80% degli interventi non si potesse fare, per principio, non permetterei mai di fare interventi su immobili condonati e sanati, perché perderemmo la dignità. Perderebbero la dignità! Questo piano casa, così concepito, è una delle cose che contribuisce a fargliela perdere! Non gli frega niente dei problemi della gente, gli frega solo di apparire belli e casti, anche al costo di non concludere niente, anche al costo di fare un solo intervento edilizio in Sicilia. Sentirete dire: “abbiamo evitato lo scempio “, “abbiamo evitato la cementificazione selvaggia”, “abbiamo punito gli abusivi” , poi invece dall’altra parte, sono stati soddisfatti i desideri di chi vuole cementificare il sottosuolo con una norma che permette di costruire parcheggi ovunque, anche nei suoli agricoli e senza limiti!!! Con il pretesto di creare parcheggi, chissà a quale vero scempio dovremo assistere. Gli ampliamenti degli uffici? Ovviamente consentiti ovunque, non solo nella tipologia unifamiliare e bifamiliare. Si potrà anche fare fuoriuscire una stanza dal prospetto della palazzina , come nella famosa pubblicità? Ma che vergogna. Nulla hanno fatto per i centri storici: vero è che in conferenza Stato-Regioni si è deciso di non fare ampliamenti, ma si poteva benissimo agire sulla semplificazione normativa, in modo da permettere più agevolmente il recupero dei centri storici che stanno cadendo a pezzi, ovunque in Sicilia. I siciliani si consolino, possono costruire autorimesse sotto terra ed in caso di bisogno abitarvi, perché questo meritiamo, secondo i nostri illustri rappresentanti, meritiamo di abitare sotto-terra, in mezzo al fango, come quello che sta sommergendo tante comunità in Sicilia. Falsi moralisti, pseudo ambientalisti, sempre pronti a criticare, quando si tratta di colpire i più deboli e mai presenti quando si devono contrastare i veri scempi all’ambiente, realizzati nel nome di rilevanti interessi economici, messi in atto con tutte le autorizzazioni del caso, rilasciate con la complicità unanime. Questi sono i comportamenti deprecabili, non quelli del cittadino che ha dovuto ricorrere all’abuso di necessità o che ha comprato una casa che riteneva legittima e che oggi, grazie a certi intelligentoni, ai fini dell’applicazione della legge sul Piano casa Sicilia, scopre che non lo è più.

Progoga del condono ed aggiustamento della legge 326/2003 palesemente errata: La politica sarà capace di fare questo necessario intervento?

ROMA – Un nuovo condono edilizio, con possibilità di sanare anche gli abusi commessi in aree sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico dove però è possibile l’edificazione quindi compatibili con i vincoli in dette aree. Non quelli incompatibili. Un errore grossolano nella legge 326/2003 impediva tale possibilità, perchè in una parte della legge si ammetteva la possibilità in un’altra parte invece si diceva il contrario (questi emendamenti dell’ultimo momento!).

Così dispone il disegno di legge presentato dal Pdl in Senato lo scorso 17 febbraio, che fa slittare i termini per la presentazione delle domande dal 10 dicembre 2004, come prescrive la legge sul condono edilizio, al 31 dicembre 2010. L’approvazione del provvedimento è certamente un atto di giustizia per tutti quei cittadini che hanno presentato l’istanza, facendosi ingannare dalla legge 326/2003, che è molto confusa nella parte che dispone rispetto ai vincoli e anche per quelli che non hanno presentato l’istanza, perchè indecisi rispetto l’interpretazione della norma.
Nessuno scempio per il territorio, tanto le case esistono ed in gran parte riguardano abusi di necessità.
Il disegno di legge è stato firmato dai senatori Sarro, Nespoli, Fasano, Izzo, Giuliano, Vetrella, Compagna, Calabrò, Lauro, Pontone, De Gregorio, Esposito, Coronella e Sibilla. Sarro e Nespoli. Nella relazione che accompagna il disegno di legge, i senatori Pdl motivano la loro proposta sostenendo che ai cittadini della Campania, ma in parte anche a quelli delle Marche e dell’Emilia Romagna, “è stata di fatto preclusa la possibilità di utilizzare lo speciale statuto di sanatoria” perché le Regioni hanno disciplinato la materia restringendo le possibilità di accesso al condono. Conclusioni: “si pone l’esigenza di ripristinare la parità di trattamento”. Dunque il nuovo condono, contenuto nella proposta AS 2020, che prevede di riaprire i termini per la presentazione delle domande con la modifica del comma 32 dell’articolo 32 del decreto legge 269 del 2003, quello relativo al secondo condono edilizio di Berlusconi, e la possibilità di sanare abusi in aree vincolate ma edificabili , con la soppressione delle parole “dei beni ambientali e paesistici”, al comma 27 dello stesso articolo. Dubbi sul fatto che la legge vada in porto, c’è da non crederci più. Dubbi anche sull’applicabilità, in considerazione della potestà esclusiva nella materia, da parte delle regioni. Però per una norma giusta come questa vale la pena di lottare. Intanto, almeno, manifestiamo solidarietà ai proponenti, collegandoci con il portale web del Senato ed inviando loro, anche via email, i dovuti ringraziamenti per la utile e coraggiosa proposta.

Piano Casa: siamo destinati a vivere sotto terra, come le talpe….

Specchietto per le allodole: questa legge non servirà a nulla, solo pochissimi se ne avvantaggeranno. E’ davvero una vergogna : limitazioni per tutto, tranne che per i piani interrati che potranno essere costruiti ovunque. Si vede che, secono questi signori che ci governano, il popolo siciliano merita di stare sotto terra, in mezzo al fango, come quello che sta sommergendo intere comunità in Sicilia….vergogna.