Il sistema politico , l’anno vecchio e l’anno nuovo.

E’ finito il 2009 e ci viene naturale fare un resoconto per poter sperare nel nuovo anno, con buoni auspici.
Per il buon governo della nostra Nazione, della nostra Regione e a volte anche del nostro Comune, non è stato certamente un anno fortunato. Il sistema non regge ed effettivamente non consente un’amministrazione democratica ed efficiente della cosa pubblica. Se è vero che l’impianto originario della nostra Costituzione sulla carta, garantisce i cittadini da totalitarismi, bisogna però prendere atto che tali manifestazioni possono nascondersi dietro l’apparenza democratica. Si assiste impassibili al fatto che i deputati che mandiamo a rappresentarci a Roma, uno per uno, non riescono a contribuire in termini fattivi a cambiare le leggi sbagliate, a presentarne di nuove, a migliorare quelle esistenti; il sistema non lo permette anche quando ci possono essere persone di buona volontà. Così anche alla Regione. Così anche negli enti locali. Un consigliere comunale che per antonomasia dovrebbe rappresentare i cittadini, pur se previsto dalle norme e dai regolamenti, per una serie di motivazioni, di interpretazioni, di punti di vista, ed infine anche per questioni di appartenenza politica, spesso non è in grado di produrre alcunché se non incontrandosi (più probabilmente) o scontrandosi ( meno probabilmente) con i propri interlocutori. I cittadini immaginano che eleggendo i consiglieri comunali, questi arrivati nei luoghi della democrazia, possano presentare loro iniziative poste all’esame del consiglio comunale e sottoposte a voto democratico. Proposte che si tramutano in regolamenti, in opere, in assistenza, strumenti per la gestione della comunità alle quali si rivolgono. Invece non è così. Pure se il “sistema” tra le righe affida ai consiglieri “il diritto di iniziativa sulle materie di propria competenza”, nella realtà, tale attività risulta essere quasi impossibile, in ultima analisi di una difficoltà estrema, quasi scoraggiante. Qualcuno potrebbe dire che quanto affermo non corrisponde al vero. Allora mi si dovrebbe spiegare come mai in consiglio comunale da quando è iniziata questa nuova consigliatura non è stata presentata NEANCHE UNA PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA CONSIGLIARE. A dire il vero un paio da me, una che per farla andare avanti ho dovuto fare i salti mortali e che alla fine si è tramutata, mio malgrado, in iniziativa dell’Amministrazione. L’altra si è persa nei meandri della macchina burocratica. Ma questo non ha importanza e non è il punto. Avrei sperato in una sana competizione tra i consiglieri comunali, tra chi presentava proposte di qualità che si tramutavano in atti concreti, ove accolte. Tutto ciò darebbe significato all’attività consigliare, quello di potere formulare non solo indirizzi quali mozioni o ordini del giorno che vengono puntualmente disattesi, ma anche proposte concrete che attraverso delibera di consiglio si tramutino in strumenti utili per tutti. Ognuno di noi in questi due anni e mezzo dell’ultimo consiglio comunale , avrebbe potuto dare un contributo fattivo, a partire dalle commissioni consiliari, invece per quei motivi che accennavo prima, il Sistema dietro un’apparenza democratica, nasconde qualcos‘altro. Tutto ciò contribuisce a fare perdere fiducia ai cittadini, ma probabilmente si mira proprio a questo, per acquisire consenso, non tanto sulla capacità amministrativa o sulla buona volontà dei propri rappresentanti, ma rispetto ad altre caratteristiche meno nobili. Queste le mie considerazioni e conclusioni rispetto all’esperienza consigliare vissuta questo anno passato. Assieme ad altri consiglieri comunali abbiamo presentato decine di atti di indirizzo, un’attività intensa ed impegnativa, che però non sempre ha portato i frutti sperati perché dall’altra parte non ha trovato interlocutori, a volte perché disinteressati, altre volte perché impossibilitati. Tuttavia,l’aspetto che più mi ha colpito, la totale mancanza di sana competizione tra i consiglieri stessi ed addirittura il tentativo di ostacolare eventuali atteggiamenti posti in tal senso. Ho voluto condividere con gli amici del blog queste riflessioni, che possono servire a niente, ma rappresentative di una consapevolezza. Quindi l’augurio che faccio è che con la consapevolezza del passato si sappia affrontare il nuovo anno per migliorare e per migliorarci. Buon 2009.

Lombardo 3

Tempo 4 mesi nuova crisi, si vivacchia altri 2 mesi, poi c’e’ l’estate, arriva settembre….altri 2 mesi e I poveretti hanno la pensione. Lombardo cade, toh proprio sul dpef! Risultato: Lombardo avra’ occupato qualche altra poltrona e rosicchiato un po’clienti , I poveri deputati finalmente avranno la loro pensioncina, il PD sara’ come la bella verginella, sedotta e abbandonata, Micciche’ potra’ finalmente candidarsi alla presidenza, la Sicilia ha perso I fondi UE, noi staremo peggio: tanti I delusi e disillusi, tanti I te lo avevo detto.

Questione sanatoria e vincoli: Ordine del giorno accolto dal Governo

L’onorevole Gioacchino Alfano (PDL) ha presentato un ODG perchè il governo si impegni a risolvere la questione delle sanatorie bloccate a causa di vincoli, ecco il testo :
Atto Camera

Ordine del Giorno 9/2936-A/240
presentato da
GIOACCHINO ALFANO
testo di
mercoledì 16 dicembre 2009, seduta n.259
La Camera,
premesso che:
il tema della casa per i ceti popolari che la crisi economica ha ulteriormente aggravato potrebbe diventare occasione per nuove politiche di sviluppo economico e sociale;
in alcune zone d’Italia come ad esempio la Regione Campania sono in corso l’esecuzione di migliaia di ordini giudiziali di demolizione accessori a sentenze di condanna o di patteggiamento ed aventi ad oggetto immobili per i quali pendono regolari domande di condono edilizio presentate ai sensi dell’articolo 32 del decreto-legge n. 269/2003, convertito nella legge n. 326/2003;
tale situazione si è creata dall’annoso contrasto giurisprudenziale esistente tra plurime decisioni – da una parte – dei TT.AA.RR. e del Consiglio di Stato, secondo cui, in presenza di domanda di condono anche ai sensi del d.l. n. 269/2003, il procedimento sanzionatorio è sospeso ex lege, e – dall’altra – della Cassazione penale, che esprime avviso diametralmente contrario, ritenendo che tali domande non producano alcun effetto nelle zone assoggettate a vincolo paesistico, ove sarebbero sanabili soltanto interventi edilizi minori, di tipo conservativo;
si evidenzia che gran parte del territorio Campano è assoggettato a vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta;
del resto la ratio della norma del terzo condono come emerge dai lavori preparatori ed anche dalla circolare del Ministero delle Infrastrutture n. 2699 del 7.12.2005, è, senza dubbio, quella di ritenere applicabile la sanatoria anche in tali zone, intendendosi riferite le limitazioni di cui al comma 27 dell’articolo 32 del dl. n. 269/2003 ai soli immobili vincolati individualmente e non anche alle zone nelle quali tali immobili ricadono;
è necessario, quindi, per porre fine alle incertezze interpretative suddette ed evitare che i Comuni interessati alle demolizioni si trovino in grosse difficoltà economico-finanziario che il Governo valutasse la necessità di un intervento normativo urgente affinché ci sia un’interpretazione autentica della normativa innanzi richiamata;

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare iniziative normative idonee a stabilire che gli immobili acquisiti ai sensi dell’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 siano destinati, in conformità al reale impatto sul territorio, ad alloggi di edilizia residenziale pubblica ed assegnati in locazione in conformità alle vigenti disposizioni di legge in materia;
a valutare l’opportunità di adottare iniziative normative urgenti di interpretazione autentica dell’articolo 32, commi 26, lettera a), e 27, lettera d), del dl. 30 settembre 2003, n. 269, nel senso di includere anche le zone soggette a vincolo di cui all’articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 nelle aree suscettibili di condono limitando l’esclusione intendendosi i beni di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 136 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
9/2936-A/240.Gioacchino Alfano, Milo, Pisacane.

consiglio comunale del 18-12-2009

L’argomento principale della serata un Ordine del Giorno, primo firmatario Roccuzzo (PD), per manifestare solidarietà ed impegnare il Sindaco ad attivarsi per tutelare i 13 infermieri precari che nell’immediato rischiano di perdere il posto di lavoro, assieme a tanti altri lavoratori che a breve si troveranno nelle stesse condizioni, presso l’ospedale Gravina di Caltagirone . La questione origina dal recente “risanamento della sanità regionale” con il quale si sono accentrati i poteri verso le Aziende Sanitarie Provinciali, declassando le aziende territoriali a semplici presidi ospedalieri , così come accaduto al Gravina. Le graduatorie che prevedevano la rotazione di questi dipendenti erano gestite direttamente dall’azienda Gravina, oggi invece, si vedrebbero inseriti in una graduatoria provinciale, con il rischio di non essere più chiamati al lavoro. La legge di riforma sanitaria, nulla ha previsto in questi casi, con il nostro ODG si interveniva proprio in questo contesto.
Illustrato dal relatore consigliere Roccuzzo, sull’ ODG può intervenire un solo consigliere per gruppo, hanno argomentato: il consigliere Garofalo (Gruppo misto), molto critico nei confronti delle scelte Regionali, il consigliere Bauccio(PDL), che stigmatizzava il fallimento della politica regionale e l’assenza di referenti locali, il consigliere Failla(MPA) che chiedeva una sospensione per rimodulare l’ODG; infine il consigliere Pulvirenti (PD) sottolineava il dramma di alcuni lavoratori e di fronte a questo riteneva strumentale la richiesta del gruppo dell’MPA di sospendere il consiglio per cambiare il testo dell’ordine del giorno presentato e sottoscritto dalla maggioranza dei consiglieri comunali. In effetti l’ODG non aveva carattere di pretestuosità, nessun passaggio sconveniente contro alcuna parte politica o verso amministrazione regionale, solo una indicazione pacata, sulla soluzione delle problematiche. A questo punto veniva messo ai voti ed approvato con i soli voti contrari dei consiglieri presenti del gruppo MPA con l’aggiunta del consigliere Modica (PDL).

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tg e quotidiani stanno dando grande spazio a quanto sta avvenendo on line, con i gruppi schierati pro e contro l’aggressione a Berlusconi.
Danno numeri, mostrano gruppi su Facebook. E’ una battaglia nella quale noi di Forzasilvio.it, il network on line voluto da Berlusconi stiamo facendo la nostra parte. Siamo in 218.000. Siamo in tanti. Siamo però lontani da quel milione di elettori evocato ieri da Berlusconi a Milano: ”Chiamiamo almeno 1 milione dei nostri elettori a lavorare insieme a noi a favore del a lavorare insieme a noi a favore del bene del nostro Paese e degli italiani”.Quanto è successo ieri in Piazza del Duomo e quanto sta avvenendo oggi mostra la necessita’ di diventare sempre di piu’, per essere al fianco di Berlusconi e aiutarlo a colmare la distanza fra quello che il governo fa e quello che il popolo viene a sapere per colpa della disinformazione dei giornali e della tv”. Fai registrare almeno due altri amici su Forzasilvio.it.

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fotovoltaico con i nostri soldi.

Venerdì 11 novembre al consiglio comunale di Caltagirone approvato il regolamento per la concessione di sovvenzioni da attingere dal bilancio del Comune per la realizzazione di impianti fotovoltaici di privati cittadini.
Grande occasione per farsi applaudire, perchè così siamo tutti più ambientalisti, più bravi ed anche un po più buoni! (Ci stava con l’aria natalizia….).
Siccome di problemi economici, in questo momento non c’è ne sono(!), allora regaliamo un po di soldi a chi deve fare l’impianto fotovoltaico (!) e che tra l’altro già lo realizzava GRATIS grazie al cosidetto CONTO ENERGIA… insomma un regalino in più, prelevato dalle casse del comune (cioè impegnando le risorse economiche della città). Cosa ci guadagna la città? NIENTE DI NIENTE ci rimette solo: però in compenso contribuiamo a salvare il mondo!! Perchè noi siamo il centro del mondo quindi queste iniziative devono indubbiamente partire da noi …. Grande entusiasmo dei consiglieri dell’MPA che non vedevano l’ora di potersi sfregiare del titolo di paladini dell’ambiente… Adesso, una manciata di cittadini potranno avere il “cospicuo” contributo di € 500 per ogni KW installato (rispetto agli € 8.000 mediamente necessari per ogni KW di fotovoltaico installato).

Requisiti principali per ottenere il contributo :

1)Avere la palla di vetro (quella che usano i maghi) o in alternativa andare ogni giorno al comune, in modo da sapere quando uscirà il bando, perchè saranno accolte le istanze in ordine di presentazione ….

2)credere nel conto energia e quindi OTTENERE GIA’ GRATIS L’IMPIANTO, in modo che il Comune possa concedergli un ulteriore regalo.

3)Non essere in condizioni di povertà e disagio, dato che queste categorie di persone hanno problemi ben più gravi da affrontare e non hanno i requisiti d’idoneità per potere essere salvatori della patria e del mondo(!).

Peccato, si tratta di soldi che potevano essere stornati per la manutenzione ordinaria e straordinaria della città e cose da fare non ne mancavano. Ognuno ha le proprie idee, ma io resto fermamente contrariato rispetto alla scelta di concedere contributi comunali per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Sottolineo “contibuti comunali”, perchè diverso sarebbe stato se le somme impegnate fossero state messe a disposizione da enti sovracomunali (Regione, comunità europea etc). Solo quattro consiglieri hanno avuto la “spregiudicatezza” di non accodarsi agli altri: Io, Garofalo, Lo Nigro e Aleo, tutti, compreso me, personaggi davvero poco raccomandabili che invece di pensare a salvare il mondo , con il solito egoismo, pensano ai problemi “spiccioli” della loro città (!).

Castiglione Presidente dell’UPI

ROMA, 11 DIC – Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia di Catania, è il nuovo presidente dell’Unione delle Province Italiane.

E’ stato eletto nella trentaduesima Assemblea dell’Unione Provincie Italiane.Succede a Fabio Melilli del PD .

Diritto alla casa”: manifestazione a Roma

Le Associazioni ed i Comitati Civici nate per difendere il “Diritto alla Casa” chiedono l’accoglienza di una loro delegazione di rappresentanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, durante la manifestazione pacifica organizzata per Giovedi mattina a Roma. Sono state inviate ieri mattina le missive per chiedere di essere ricevuti a Palazzo Chigi dalle alte Cariche Istituzionali durante la manifestazione prevista per le strade della Capitale e che vedrà la partecipazione con i pullman, di più di tre mila persone e la formazione di un presidio in località “Circo Massimo”. Le missive, tutte sottoscritte dai presidenti delle associazioni “Arcobaleno” di Giuseppe Comentale, “Amici del Territorio” di Domenico Elefante, “Diritto alla Casa” di Maria Teresa D’Auria, “Casa Sicura” di Luigi Di Domenico e “Diritto all’Abitazione” di Vincenzo Somma, sono state inviate anche alle varie organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL e alle segreterie dei partiti politici. “Abbiamo coinvolto tutte le parti istituzionali, politiche e sociali in questa manifestazione – spiega il presidente Domenico Elefante – perché riteniamo ingiusto e disumano il diffondersi del fenomeno degli abbattimenti disposti in modo sconsiderato e senza logica dalle Procure della Repubblica. Sui nostri territori, questo dramma sta interessando soprattutto proprietari di prime case di necessità. E’ illogico quello che sta succedendo, perché non si capisce in base a quale criterio vengono scelte le case da demolire”. “Nella maggior parte dei casi – continua Domenico Elefante – i provvedimenti demolitori stanno colpendo cittadini particolarmente disagiati che con grossi sacrifici, sono riusciti a costruire un tetto per la propria famiglia. La causa principale degli illeciti edilizi sono scaturiti nel corso degli anni, dalla mancanza di una adeguata strumentalizzazione urbanistica di cui molti Comuni ne sono ancora privi, oltre alla presenza di norme ambientali e paesaggistiche imposte senza tener conto delle reali condizioni oggettive dei territori”. Anche Giuseppe Comentale, ex sindaco di Lettere, tiene a evidenziare l’inadeguatezza delle norme urbanistiche vigenti sui territori dei Comuni dei Monti Lattari: “I nostri territori sono stati tutelati in modo sproporzionato, imponendo ai nostri Comuni gli stessi vincoli presenti nelle aree della Costiera Sorrentina e Amalfitana e delle isole di Capri ed Ischia. Ciò ha significato – continua Giuseppe Comentale – aver bloccato un processo di sviluppo e di crescita civile, economica e sociale, per cui molti cittadini si sono ritrovati a costruirsi una propria abitazione, violando, loro malgrado, le norme a riguardo. Queste persone a cui sono rese esecutive le demolizioni, sono persone per bene, brava gente che, tra l’altro hanno regolarizzato con pagamenti oblativi le loro abitazioni con pratiche di condono ai sensi della legge 326/03, con pagamenti di tributi ICI e altre tasse”. Il presidente del Comitato Diritto alla Casa di S. Antonio Abate, Maria Teresa D’Auria, sottolinea la sofferenza e la disperazione della gente: “Siamo cittadini onesti che, con sacrifici e debiti, abbiamo solo tentato di dare un tetto alle nostre famiglie composte da persone umili e onesti lavoratori che hanno stentano duramente per costruire le proprie abitazioni di necessità e non hanno niente a che vedere con la camorra, la criminalità e le speculazioni edilizie perpetrate insieme a imprenditori e politici locali corrotti”. “Faremo appello ai Ministri ed ai Presidenti delle Cariche Istituzionali – dichiara Domenico Elefante – affinché possano aiutarci a risolvere queste tragedie. Come associazioni difficilmente stiamo contenendo le persone e probabilmente dopo la manifestazione di Roma, molti, in preda alla rabbia e alla disperazione, agiranno con iniziative personali di cui noi non ne risponderemo certamente. Perciò chiederemo espressamente l’attuazione di una norma che contemperi le esigenze di tutela e la necessità dei cittadini, rendendo applicabile l’ultimo condono anche nei nostri territori affinché migliaia di famiglie, già gravemente colpite dalla crisi economica e dalla disoccupazione, non si ritrovino prive della propria abitazione peggiorando e compromettendo ulteriormente le già precarie condizioni economiche e sociali. Abbiamo chiesto ai Mass Media e alle principali testate giornalistiche nazionali e locali – conclude Domenico Elefante – una particolare sensibilità al delicato problema, dando il giusto peso al grave problema sociale che stanno vivendo sui nostri territori, con la speranza che il loro contributo possa essere significativo nel dare la corretta informazione e sgombrare il campo da facili strumentalizzazioni, con cui spesso si collega la costruzione di una casa di necessità con le attività camorristiche delle nostre aree oppure cogliere le manifestazioni organizzate per farne polemiche personali e politiche, come è successo con qualche Sindaco. Proprio a tale riguardo abbiamo invitato tutti i Sindaci dei Comuni dei Monti Lattari a partecipare, in forma solenne, anche se fino ad oggi abbiamo ricevuto solo l’adesione del Sindaco Annarita Patriarca e Salvatore Vozza. In questo momento dobbiamo essere tutti uniti, al di là del colore politico di appartenenza o al partito politico a cui si obbedisce”.

Fonte Stabiachannel