La bandiera della Regione Autonoma Siciliana.

Un sentimento di orgoglio e quasi di commozione, ho provato quando qualche sera fa, passando davanti al Municipio di Caltagirone, ho visto esposta per la prima volta, la bandiera della nostra Regione Autonoma. Non era abitudine esporla sulla balconata principale, assieme a quella italiana ed europea.


Chi segue la mia attività politica ricorderà che qualche mese fa avevo promosso un Ordine del Giorno per impegnare l’Amministrazione ad esporla. La mozione da me proposta quale primo firmatario era stata condivisa dall’intero gruppo dell’MPA. Poi approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale. (vedi ODG bandiera).

Dobbiamo dire che ho dovuto pure insistere ( vedi lettera sollecito).

Alla fine ci siamo riusciti. Un grazie ai colleghi Consiglieri. Un grazie anche all’Amministrazione ed in particolare al Sindaco Pignataro per aver risposto alle richieste del Consiglio Comunale.

E’ un simbolo, ma importante, appartiene a tutti noi, a prescindere dai partiti e dalle ideologie personali.

E’ anche un modo per dire che si può partire dalle piccole cose per riuscire a fare grandi cose.

L’importante è metterci l’impegno e la passione.

Oggi abbiamo issato la nostra bandiera. E’ gia tanto.

Domani faremo azioni anche più pratiche ed utili per i cittadini.

Che serva a tutti noi per farci riflettere.

La Bandiera Siciliana

Reca l’immagine della Triscele, le tre gambe rotanti, antico simbolo celtico del sole (è anche lo stemma dell’isola di Mann), passato poi, non si sa come, a indicare le tre punte (Trinacria) dell’isola mediterranea : secondo alcuni, lo avrebbero portato i Normanni, ma esso figurava già in antichi vasi greci, recando al centro la testa della Gorgone, con riferimento al mito di Medusa. L’uso di questo simbolo da parte dei separatisti ha provocato notevoli reticenze in seno all’Assemblea regionale quando si è voluto scegliere una bandiera per la Sicilia: reticenze del tutto inconsistenti, se si pensa che lo stesso simbolo era stato inserito in pieno tricolore già dal Governo provvisorio costituito dopo l’insurrezione antiborbonica del gennaio 1948, che segnò l’inizio del carducciano “anno dei portenti”.

Alla fine, è prevalso il buon senso, e la Regione, con legge 28 luglio 1990, n. 12, ha sanzionato ufficialmente quello che, nella storia e nell’immaginario collettivo, è sempre stato il simbolo della Sicilia: la “Triscele color carnato con il gorgoneion e le spighe”. I colori, “aranciato e giallo”, sono quelli aragonesi (tuttora presenti nella bandiera spagnola), risalenti a quando, dopo la guerra del Vespro (1282), fu chiamato a reggere la Sicilia, liberatasi dagli Angoini, il re Pietro d’Aragona.

Le cose sono andate diversamente per l’Inno siciliano, per il quale la Regione ha addirittura bandito un concorso. Vincitore è risultato un brano dove si parla di terra degli Dei, di mare e di paradiso in terra, certamente di ottima melodia, ma difficilmente potrà entrare nel cuore dei Siciliani essendo privo di un significato storico. Intanto è l’inno Ufficiale della Regione Sicilia.

(scaricalo: Inno Regione Sicilia Madre Terra)

Si ci poteva riappropriare con coraggio di quello che il Movimento indipendentista aveva scelto come Inno di Sicilia, composto com’era da un grande siciliano: “Suoni la tromba” dai Puritani di Vincenzo Bellini. Magari togliendo le parole antitaliane che i separatisti vi avevano adattato.

( scaricalo: Suoni la tromba)

Istituzione Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro in Caltagirone

Nel corso del Consiglio Comunale del 29/7/2008 ho presentato una proposta di discussione sulla istituzione della riserva orientata di Santo Pietro da inserire con urgenza all’ordine del giorno della seduta.

Manifesto piena soddisfazione per l’accoglimento della proposta di discussione da parte dell’intero consiglio comunale ed in particolare per il contributo fattivo conferito in sede di riunione dei capigruppo al fine di elaborare un indirizzo condiviso da fornire all’Amministrazione.

Inoltre mi sono fatto promotore della presentazione di due osservazioni/opposizioni presentate al fine di suggerire la riperimetrazione e soprattutto la rivisitazione della regolamentazione in modo da renderla più adeguata ai cittadini. (una con il consigliere comunale Modica Giovanni, l’altra tramite l’Associazione Culturale ASIEUR)

link ai documenti presentati entro la data di scadenza:

1)Osservazioni presentate dai consiglieri comunali De Pasquale e Modica.

2)Osservazioni – proposte presentate da Claudio De Pasquale tramite l’Associazione ASIEUR

3)Regolamento modificato con le proposte dell’Associazione ASIEUR

L’Ars va in ferie, lavori rinviati a settembre

Dopo l’approvazione definitiva di tre leggi a Sala d’Ercole, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio ha chiuso la sessione estiva dell’attività parlamentare ed ha augurato buone vacanze ai deputati e al personale del Parlamento siciliano.I lavori avevano subito un’ora di sospensione poiché l’Assemblea, a conclusione della prima votazione, non era in numero legale.I provvedimenti approvati sono i seguenti: le misure sulla sicurezza delle operazioni di volo negli aeroporti siciliani (48 voti a favore, uno contrario e 10 astenuti); le iniziative per i collegamenti con le isole minori ( 45 “si”, 1 “no” e 16 astensioni); la valorizzazione dei mercati storici (53 voti favorevoli e una astensione).Sono stati discussi e accolti dal governo come raccomandazione anche due ordini del giorno: il primo riguarda i problemi connessi alle trattative in corso sul trasferimento della società Siremar; il secondo tende a impegnare il governo a intervenire in sostegno dell’AST (Azienda Siciliana Trasposti).Il presidente Cascio ha quindi comunicato che la conferenza dei capigruppo, riunitasi nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, aveva stabilito di aggiornare i lavori d’Aula a martedì 16 settembre, alle ore 17, per la discussione di interrogazioni e interpellanze alle quali risponderà l’assessore per l’agricoltura e foreste, mentre le commissioni legislative torneranno a riunirsi martedì 9 settembre 2008.

Consiglio Comunale del 5/8/2008

Trattati due argomenti:
1)variazione piano triennale opere pubbliche, aggiunto progetto realizzazione aree PIP artigianali, spostato ristrutturazione di un immobile comunale e costruzione di una scuola. Approvato all’unanimità
Vi è stato un ampio intervento politico del Cons. Failla, che ha rilevato imperfezioni nella stesura del provvedimento nonchè dubbi sull’opportunità. Dopo questo intervento il Presidente ha proceduto come per chiudere la discussione per dare la parola al Sindaco. Io mi sono opposto, rilevando che non è giusto chiudere la discussione perchè dopo l”intervento del sindaco poteva esser utile ridare la parola ai consiglieri per ulteriori interventi o predisposizione di emendamenti. A questo punto c’è stato qualche momento di tensione. Gravina ha chiesto una sospensione, ma il Presidente ha dato la parola a Li Rosi, che non appena ha cominciato il suo intervento ha rilevato che il Presidente “soffocava” la discussione e che tale atteggiamento non era opportuno. A questo punto il presidente ha tolto la parola a Li Rosi e noi tutti, non abbiamo condiviso. Sospensione lavori e riunione per chiarimenti per il Cons Gravina. Alla ripresa, il Sindaco ha relazionato, probabilmente ci ha ipnotizzati ed il provvedimento è passato all’unanimità.

2)regolamento per la concessione aree artigianali e ampia discussione su un interessante e puntuale emendamento proposto dal consigliere Failla in parte accolto. Anche quì vi è stata un’ampia relazione del Sindaco. Intervento di De Caro per favorire l’imprenditoria femminile – accolta la proposta – Ho fatto un solo intervento per chiedere una modifica ad una parte del maxi emendamento proposto dal collega Failla e precisamente quella dell’assegnazione dei punteggi – accolta – Anche il collega Gravina aveva proposto degli emendamenti, ma nel frattempo aveva abbandonato l’aula, gli stessi, comunque ,sono stati bocciati all’unanimità. Alla fine , l’intero provvedimento è stato approvato all’unanimità.

Intervenuti alla discussione anche: Bauccio, Garofalo, Alba, Pulvirenti.

Il consiglio è stato aggiornato a settembre.

Incontro con il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina.

Giorno 4 agosto alle ore 20:00, ho avuto un incontro con il sottosegretario al Ministero delle infrastrutture, On. Giuseppe Maria Reina.


Abbiamo discusso della problematica del condono edilizio in relazione alla parte della legge 326/03 che non è chiara sulla possibilità o meno di sanare immobili su aree vincolate edificabili. Ho sollecitato un’azione della Presidenza e della deputazione Regionale al fine di risolvere le problematiche e per rispondere alle legittime esigenze dei cittadini che devono scontrarsi, spesso, con una legislazione confusa. Ho consegnato la proposta legge che dopo la riunione con il gruppo MPA di Caltagirone era stata predisposta dall’ex assessore al Territorio ed Ambiente Regione Sicilia, Rossana Interlandi. Nell’occasione viste le problematiche sulla obbligatorietà degli acatastamenti e considerato che si stanno riscontrando molti immobili non sanati, ho pure evidenziato come fosse necessario, per chiudere la questione definitivamente, fare un’ulteriore proroga del condono edilizio, almeno per la Regione Sicilia.

Ho pure fatto una proposta sulla possibilità di aumentare l’indice di edificabilità in parti dei territori comunali individuate dallo strumento urbanistico, da 0,03 mc/mq allo 0,10 mc/mq. In tal senso ho consegnato una bozza di proposta di legge da affidare alla deputazione regionale.

Il sottosegretario ha manifestato interesse per le proposte ed in particolare le ha ritenute questioni fondate e serie. Avrebbe riferito e si sarebbe mosso per adottare iniziative concrete.

All’incontro, durato circa un’ora e mezza, è stato presente Il consigliere provinciale uscente Maurio Montemagno.

da Siciliainformazioni del 3/8/2008

01 agosto 2008

Buco da 4 milioni nelle casse dell’Ars dopo lo scioglimento, i deputati meno lavorano e più guadagnano.

Quattro milioni di euro. Tanto costa all’Assemblea regionale siciliana lo scioglimento anticipato della scorsa legislatura, il primo nella storia del Parlamento dell’Isola, dopo le dimissioni dell’ex governatore Salvatore Cuffaro.

Per il trattamento di fine lavoro il criterio di calcolo prevede l’assegnazione ad ogni palamentare uscente dello stipendio mensile (l’indennita’ base è pari a 11.700 euro), decurtato del 20% e moltiplicato per gli anni di permanenza all’Ars. Poi c’è la pensione, che secondo un vecchio regolamento, modificato solo per gli eletti dopo il 2001, prevede l’assegnazione del vitalizio per chi ha totalizzato due o più legislature, indipendentemente dal fatto che abbia compiuto i 60 anni di età o che ricopra nel frattempo altri incarichi nel Parlamento nazionale.

Per le nuove pensioni l’Ars dovrà spendere circa un milione di euro. Ma nelle spese impreviste con cui l’Assemblea deve fare i conti ci sono anche 500mila euro, che serviranno a rimborsare i contributi previdenziali versati dai deputati che sono stati eletti solo nella scorsa legislatura, chiusa in anticipo, e che per per tale motivo non hanno diritto alla pensione. Ultimo anello mancante 100mila euro, necessari a pagare le indennità di aggiornamento politico culturale: un bonus da 6.400 euro all’anno destinato a oltre 300 deputati. Per ottenerlo non serve nemmeno esibire un biglietto di viaggio o l’attestato di partecipazione ad un corso.

Fuori dal Palazzo l’uscita dal posto di lavoro alleggerisce la liquidazione e dimagrisce la pensione, ma nei Parlamenti italiani, non solo quello siciliano, accade esattamente il contrario. Ci sono clausole che mettono il ferro dietro la porta: anche se la legislatura si chiude anticipatamente, i deputati non ci perdono una lira. E’ come se a un lavoratore venissero pagati gli stipendi perduti per la chiusura anticipata dell’azienda. Dovendo arrivare all’età pensionabile, gli toccherebbe un bel gruzzolo. Naturalmente se le può sognare questo trattamento il lavoratore comune. Invece il parlamentare non ha bisogno di sognarlo, si trova i soldi in tasca. Nonostante sia il resposabile politico dello scioglimento anticipato, riceve il “maltolto”. Sicché, paradossalmente, gli converrebbe che la legislatura non arrivasse alla fine. Ma fino a un certo punto, perché le campagne elettorali sono ormai diventate proibitive. Le possono fare i nababbi o quasi.

E l’Assemblea?

Ci perde e come, perché dovrà pagare per quelli che escono prima una somma uguale a quella che avrebbe pagato se fossero usciti alla scadenza naturale, e dovrà pagare quelli che sono entrati in aprile. Una somma doppia.

Una risposta migliore le istituzioni siciliane non potevano confezionarla per suscitare poco nobili giudizi.

Dovendo raschiare il fondo del barile, che costa ogni giorno di più, dovranno prendersela con qualcuno, altrimenti come fanno scordare la dilapidazione delle risorse. Se la prenderanno con Camillo Benso di Cavour o con Giuseppe Mazzini.

Intendiamoci, tutto buono e benedetto se il Parlamento lavorasse e riuscisse a privilegiare le cose che contano dall’università al lavoro, dalla ricerca allo sviluppo e i servizi – ma non è così: in discussione ci vanno leggine di un solo articolo, e nemmeno queste riescono a vedere la luce.

Ricette non ne ha nessuno. Una situazione disperata, o quasi.

Forse è meglio discutere se fu un bene l’unità d’Italia e se Garibadi si comportò da signore: è il solo modo per non cadere in depressione.