Lombardo: un patto con l’UDC sul modello della CSU Bavarese

Ma che cos’è la CSU?
La CSU (Unione Cristiano-Sociale in Baviera) fu fondata nel 1945 ed ammessa formalmente nel 1946 dal governo militare statunitense.
La fondazione della CSU era una risposta al bisogno spirituale e materiale che aveva lasciato la dittatura nazista. La sua intesa politica si basa su una concezione cristiana dell’uomo e su valori cristiani.
Dall’epoca della sua fondazione la CSU il partito bavarese rivendica un diritto politico-federale ed una responsabilità europea. La CSU è un partito popolare che offre una patria politica a donne e uomini appartenenti a tutti i gruppi sociali della popolazione, come p. es. anziani, giovani, lavoratori dipendenti, artigiani, imprenditori, agricoltori, profughi. Si può diventare membri della CSU anche senza possedere la cittadinanza tedesca, se si ha la cittadinanza di un altro Stato membro dell’Unione Europea.
La CSU è conservatrice, poiché resta fedele a ideali consolidati e a ciò che è degno di essere mantenuto. Essa è liberale, perché sostiene la libertà; è sociale, perché si sente impegnata nei confronti dei deboli e degli svantaggiati, ed è innovativa perché è aperta a ciò che è nuovo.
La politica derivante dalla responsabilità cristiana parte dall’uomo, dai suoi intenti concreti e dalle sue preoccupazioni. Legato a ciò è il rifiuto di modelli utopici per il futuro e di chimere politiche.
La CSU aderisce allo stato di diritto liberale, alla democrazia rappresentativa, all’economia sociale di mercato ed alla struttura di stato federale quali elementi strutturali fondamentali di uno stato moderno. Dopo aver superato la suddivisione della Germania e dell’Europa e dopo i profondi cambiamenti nell’Europa centrale ed orientale esiste la grande opportunità di ottenere che questi elementi strutturali si manifestino in tutta l’Europa. Nella gara dei sistemi mantengono il sopravvento quei principi che uniscono la comunione di popoli liberi dell’occidente in seno alla Comunione Europea ed all’Alleanza Nordatlantica. Nell’ambito di un riassetto dell’Europa la Germania unita e sovrana, che si deve assumere una grande responsabilità nella politica internazionale, è cosciente del suo impegno legato a tali principi.
La CSU ha contribuito in modo decisivo a dare forma alla storia tedesca del dopoguerra – dall’introduzione dell’economia sociale di mercato, dal legame con l’occidente e dalla costituzione delle forze armate attraverso la ricostruzione economica e l’ampia assicurazione sociale alla riunificazione ed all’integrazione europea. Con le sue regole ed i suoi principi, con la sua moderna programmatica e con le sue convincenti personalità a livello comunale, regionale, federale ed europeo, la CSU offre la garanzia per superare le grandi sfide del futuro in modo ragionevole e con successo.
Dal 1949 la CSU – che in termini organizzativi si limita al territorio dello Stato libero della Baviera – forma con il partito di fratellanza CDU (Unione Democristiana della Germania), che si presenta nel rimanente territorio federale, un gruppo comune in seno al Parlamento Federale Tedesco. Fa parte del Partito Popolare Europeo, al quale, per l’Italia, aderisce Forza Italia..
I presidenti della CSU finora in carica sono stati Josef Müller (1946 – 1949), Hans Ehard (1949 – 1955), Hanns Seidel (1955 – 1961), Franz Josef Strauß (1961 – 1988), Theo Waigel (1988 – 1999) e, dal 1999, Edmund Stoiber.
La CSU si divide in 10 associazioni regionali, 108 associazioni circondariali e circa 2900 associazioni locali. La CSU è praticamente presente in ogni comune bavarese. Essa è il più forte partito in Baviera ed è di gran lunga la forza più potente nei comuni. Dal 1946 al 1954 e dal 1957 il primo ministro dello Stato Libero di Baviera è stato sempre e senza interruzioni un rappresentante dell’Unione Cristiano-Sociale. Da oltre 30 anni la CSU detiene la maggioranza assoluta nella dieta regionale bavarese. Attualmente essa ha fornito 123 dei 204 deputati della dieta regionale. Nel Parlamento Federale Tedesco la CSU è rappresentata con 58 deputati (2002), nel Parlamento Europeo sono presenti, dalle elezioni del 1999, dieci deputati della CSU.

patto UDC MPA

(La Repubblica) – 08/12/2007
Patto tra Udc e Mpa “Candidati unici alle amministrative”
La Convention. Da Caltanissetta sfida centrista a Forza ltalia
EMANUELE LAURIA«NON era un addio, era un arrivederci». Così Salvatore Cuffaro celebra il rinnovato abbraccio con Raffaele Lombardo, che dell’Udc è stato segretario regionale prima della Gran Rottura con Follini datata 2005. Ora sono di nuovo insieme, i due leader (ma si erano mai lasciati?), in un «contenitore di centro, definito sia ideologicamente che nei valori» il quale, spiega ancora il governatore, «non è la Cosa Bianca ma guarda piuttosto al Ppe».
Caltanissetta, hotel San Michele. È qui che si celebra il primo comitato regionale congiunto di Udc e Mpa, protagonisti di un patto di ferro che passa da strategie comuni, concordate dai vertici dei partiti, e da intese elettorali: candidati unici per le presidenze delle Province, liste uniche in caso di elezioni politiche anticipate. Per restare alle sigle, Lombardo evoca la Csu bavarese. Le distanze che vengono rimarcate sono quelle da Forza Italia che viaggia verso il Pdl voluto da Berlusconi: «Con questa intesa – dice il segretario regionale dell’Udc, Saverio Romano – privilegiamo i fatti e non gli slogan».
Si rivolge direttamente ai forzisti il segretario regionale dell’Mpa, Lino Leanza: «Se vogliono continuare nel loro percorso verso il Pdl – avverte – noi sicuramente non ci strapperemo le vesti né impazziremo. Abbiamo le mani libere». Lombardo è ancora più chiaro: «Sono loro, quelli di Forza Italia, ad aver rotto l’alleanza. Vorrebbero ridurci a cespugli, farci aspettare sino a gennaio, per sapere se ci sarà il referendum sulla legge elettorale e poi magari schiacciarci nel bipartitismo. E noi che facciamo, restiamo alla finestra? No, ci guardiamo attorno, a 360 gradi. Insieme all’Udc abbiamo un terzo dei voti in Sicilia Chiunque voglia governare, non può fare a meno di noi».
E allora, davanti alla tentazione costituita potenzialmente dalla nuova creatura di Berlusconi, il senatore Calogero Mannino mette in guardia gli ex dc in uno degli interventi più applauditi del pomeriggio: «Dobbiamo restare uniti, perché con questo trenta per cento possiamo condizionare anche le dinamiche nazionali». La Sicilia potrebbe fermare Berlusconi? Chissà.
Nessun riferimento alla sentenza che, prima di Natale, potrebbe modificare il futuro di Cuffaro e della politica siciliana. Una prospettiva traspare dalle parole del capogruppo Udc all’Ars Nino Dina: «In Sicilia, agiamo consci della forza di questa alleanza tra co-protagonisti dell’attuale maggioranza di governo isolana e la riteniamo senza ombra di dubbio in grado di guidare la coalizione per fronteggiare lo schieramento avversario di cui il Pd è la massima espressione».
Cuffaro non forzala mano nei confronti degli alleati della ex Cdl, ma sferra un duro attacco ai parlamentari dell’Ars: «Molti deputati hanno perso il senso delle istituzioni, pensano alla poltrona e sono capaci solo di porre veti. La Finanziaria è già diventata oggetto di contrattazione. Ma noi abbiamo la necessità di presentare una manovra con pochi punti qualificanti, senza compromessi con il parlamentare di turno. E andiamo avanti»

demagogia e populismo.

Di questi tempi sento troppi discorsi demagogici e populistici in riferimento ai costi della politica. Ora se è vero che in alcuni enti si spende troppo questo certamente non si può dire per il Comune di Caltagirone. Sia i Consiglieri che i componenti dell’amministrazione hanno le indennità ridotte al minimo, le più basse applicate nella nostra regione. Ora preso atto dell’attuale situazione che noi consiglieri con senso di responsabilità accettiamo, certamente non possiamo tollerare, che alcuni anche consiglieri comunali, facciano demagogia e populismo su questo argomento. Sapendo bene che sono proposte insensate essi propongono un ulteriore dimezzamento delle indennità, lasciando così i consiglieri meno abbienti privi di quel minimo di rimborso spese. Può darsi che questi siano infastiditi dai consiglieri meno abbienti, più vicini alla gente, l’unico modo per fermarli e quello di non rimborsargli nulla, in modo che siano costretti a lavorare a casa loro, invece di lavorare per la gente. Tanto per i consiglieri benestanti le 100 euro al mese nulla fanno, mentre per un consigliere comunale meno abbiente 100 euro possono rappresentare, ad esempio, il costo per le telefonate fatte al comune per chiedere interventi nella città. Questi consiglieri ricchi, visto che hanno i soldi, farebbero meglio a rinunciare totalmente alla loro indennità e darla in beneficenza. Magari ai consiglieri più poveri, al fine di consentire loro di svolgere anche con qualche mezzo economico, la loro attività consigliare e politica. Ah ! Dimenticavo: i consiglieri comunali prendono circa 270 euro al mese, da tassare. Svolgono circa 8 sedute di commissione e 4 consigli al mese. Danno risposte a centinaia di cittadini, studiano i provvedimenti e fanno l’interesse generale. La democrazia ha un costo, ma a Caltagirone costa poco. Se poi non siamo d’accordo, eleggiamo un dittatore ed andiamo tutti a casa, così risparmiamo di più.

consiglio comunale del 28-11-2007

alle 19,30 è iniziato il consiglio Comunale, puntualmente. Nel corso della serata sono stati approvati numerosi debiti fuori bilancio e autorizzati mutui. Tutto passato senza grandi problemi con i voti del gruppo dell’unione (centro-sinistra). Da parte dell’opposizione vi è stata astensione o voti contrari. Nonostante il gruppo dell’unione sia minoritario, i provvedimenti passavano a causa dell’assenza responsabile di alcuni consiglieri del centro-destra. D’altro canto non si potevano non approvare i debiti fuori bilancio che derivavano da precise sentenze oramai non più appellabili. Brutta serata. Sono i momenti in cui ti rendi conto che niente si può fare per cambiare le cose. All’inizio in consigliere Li Rosi del mio gruppo ha auspicato la necessità della illuminazione natalizia della città, questione sollevata dalla locale Confcommercio. Personalmente sono d’accordo con Li Rosi, solo non condivido l’azione della locale confcommercio, che è stata quella di fare non attività sindacale ma attività politica. Se poi questa attività politica è finalizzata a dare visibilità a qualcuno lo scopriremo. Certo è che io non farò mai da spalla a queste persone. Il consiglio è stato rinviato a domani 3 dicembre. Si discuterà di variazioni di bilancio. Speriamo bene.