Si può usucapire il diritto di usufrutto?

Anche il diritto di usufrutto può essere usucapito: perché ciò avvenga è necessario che il nudo proprietario ponga in essere un formale atto di interversione del possesso. Che significa?

Anche il diritto di usufrutto può essere oggetto di usucapione: perché ciò avvenga è necessario che il nudo proprietario ponga in essere un formale atto di interversione del possesso [1]. Significa che deve opporsi apertamente all’esercizio del possesso sul bene da parte dell’usufruttuario in modo che quest’ultimo possa rendersi conto del mutamento del suo diritto [2]. Una questione non facilmente intuibile su cui si è recentemente pronunciato il Tribunale di Brescia [3], nell’ambito di una lite tra madre e figli: la prima donava loro la nuda proprietà di due appartamenti, salvo poi lamentare che gli stessi non le avrebbero mai corrisposto l’usufrutto di tali beni. I figli, dal canto loro, affermavano di aver usucapito il diritto di usufrutto.

Che cos’è l’usufrutto?

Per comprendere il senso della sentenza, occorre preliminarmente chiarire i concetti base su cui essa insiste: come spiegato nel pezzo dal titolo Usufrutto, l’usufrutto è il diritto del soggetto (usufruttuario) di godere e disporre della cosa altrui traendo da essa tutte le utilità che possono derivarne, non mutandone la destinazione economica. Quanto al proprietario del bene, resta il titolare del bene ma non può usarlo né farne propri i frutti in quanto tali diritti spettano all’usufruttuario: ecco perché si dice che conserva la nuda proprietà del bene. Facciamo un esempio: Tizio, proprietario di un appartamento, riconosce l’usufrutto a Caio: Tizio resta il proprietario ma non potrà usare l’appartamento; Caio acquista il diritto di uso e godimento ma non diventerà proprietario, non può modificare la destinazione economica dell’immobile (per esempio, da uso abitazione a uso commerciale) ma può trarne i frutti (per esempio, potrò affittarlo e riscuotere i canoni di locazione).

Che significa interversione del possesso?

Per interversione del possesso si intende, invece, il mutamento della detenzione in possesso. Oppure, si ha interversione quando  l’usufruttuario diventa proprietario del bene.

L’usufrutto può essere usucapito?

Il Tribunale di Brescia, quando afferma che anche il diritto di usufrutto può essere oggetto di usucapione, dice anche che, perché ciò avvenga, è necessario che il nudo proprietario ponga in essere un formale atto di interversione del possesso. Significa che deve opporsi apertamente all’esercizio del possesso sul bene da parte dell’usufruttuario in modo che quest’ultimo possa rendersi conto del mutamento del suo diritto. Cosa che, nel caso affrontato dalla sentenza in esame, è mancata: i figli della donna, infatti, non hanno manifestato una simile intenzione nei confronti della madre, dato che non avevano mai tenuto comportamenti che rendessero evidente, a scanso di equivoci, l’intenzione di escluderla dal godimento dei beni. Per capirci: essi le avevano sempre lasciato le chiavi degli appartamenti per consentirle di accedere liberamente.

Dal canto suo, però, la donna non esercita il diritto di usufrutto a lei spettante, disinteressandosi degli immobili per oltre venti anni, determinandone, così, l’estinzione per prescrizione [4]. In sostanza, né madre né figli possono aver ragione.

 

fonte

Si può usucapire il diritto di usufrutto?

IMU TASI e TARI per le case disabitate.

IMU, TASI e TARI
La IUC, cioè l’imposta unica comunale, è composta da tre imposte sugli immobili,

l’IMU è l’imposta Municipale propria che sostanzialmente ha sostituito la vecchia ICI.
La TASI è una tassa sui servizi indivisibili resi alla città.
La TARI non è altro che la tassa sui rifiuti.
A partire dall’anno 2016 IMU e TASI per le prime case sono state abolite del tutto. Ci si chiede però se vi siano esenzioni per le seconde case, anche con riguardo alla TARI.
La normativa generale sulla TARI prevede alcuni casi di esenzione e di riduzione, mentre altre ipotesi sono previste dai regolamenti dei singoli comuni. 
Gli immobili non utilizzati
Sono esclusi locali ed aree non utilizzabili, tuttavia tale condizione va verificata. E’ necessario che l’immobile non sia allacciato alla rete elettrica ed idrica, oppure che vi sia la condizione di totale inagibilità o inabitabilità.
Quest’ultime due condizioni, l’inabitabilità e l’inagibilità, danno diritto alla riduzione del 50% della base imponibile di  IMU e TASI.
Sconti per la seconda casa sulla TARI
Il regolamento comunale, in merito alla tassa sui rifiuti sulla seconda casa, può prevedere ulteriori riduzioni ed agevolazioni.
Come richiedere l’esenzione o la riduzione della TARI
Alcuni comuni,  prevedono una modulistica  che consente di fare le dichiarazioni, solitamente rinvenibile anche nei siti istituzionali.
Un esempio di modulo utilizzabile liberamente è rinvenibile al seguente link: modulo tari
Il regolamento del comune di Caltagirone lo trovi al seguente link: regolamento TARI Caltagirone
mentre il regolamento IMU TASI al seguente link: Regolamento IMU TASI 
Geom. Claudio Settimo De Pasquale.

Obbligo di dichiarazione dei fabbricati che ancora risultano rurali.

Riduzione delle sanzioni per chi si mette subito in regola.

Contribuenti all’appello per regolarizzare i fabbricati rurali che risultano ancora censiti nel catasto dei terreni. I titolari di diritti reali sui fabbricati rurali hanno l’obbligo di dichiararli al catasto fabbricati: se questo non è stato fatto entro il termine previsto del 30 novembre 2012, i proprietari possono ancora presentare la dichiarazione di aggiornamento, usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso e quindi con la drastica riduzione delle sanzioni. In mancanza, gli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle entrate procederanno all’accertamento, in via sostitutiva del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso e applicando le sanzioni previste dalla legge. Ma quali sono i benefici in caso di regolarizzazione spontanea? La legge 214/2011 ha previsto come detto l’obbligo, per i proprietari di fabbricati rurali che risultavano ancora censiti al catasto terreni, di dichiararli al catasto fabbricati. Per procedere all’accatastamento biosogna rivolgersi ad un tecnico del settore, tra i più ferrati nella materia i geometri professionisti. I proprietari inadempienti, annunciano ora le Entrate, riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell’Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell’immobile, beneficiando di sanzioni ridotte. Ci sono però dei casi che escludono dall’obbligo dell’accatastamento. Per sapere se il tuo fabbricato è soggetto a dichiarazione invia una email a info@studiodepasquale.com, contenente il foglio e la particella del fabbricato interessato, il servizio è interamente gratuito.

Abbiamo davvero bisogno della Riserva di Santo Pietro?

Caltagirone: nella seduta di Consiglio Comunale del 5 dicembre 2016, è stata approvata una mozione, sul Bosco di Santo Pietro con la quale si evidenzia “la necessità che la Regione riadotti con urgenza il decreto istitutivo della Riserva naturale orientata”.
La questione mi ha sempre appassionato nell’ambito dell’attività politica,  ma anche come esponente di associazioni culturali ed infine come professionista del settore edilizio.
La Riserva orientata, istituita nel 1999, dopo tante polemiche e critiche, tentativi di riperimetrazione e regolamentazione, fu soppressa in virtù di una legittima opposizione di alcuni privati cittadini che si tradusse in una sentenza che riconobbe le loro ragioni. Successivamente, la Regione attivò il procedimento per riproporre i vincoli e quindi riattivare le zone di riserva e preriserva.
La mia preoccupazione per questo pericoloso vincolo che ha congelato per anni tutte le attività economiche ed edilizie limitando anche lo sviluppo agricolo, mi portò a reagire, penso con ragione, al fine di contenere quanto più possibile l’intenzione vincolistica.
Prima di diventare consigliere pubblicai alcuni articoli sulla GAZZETTA DEL CALATINO (articoloRiserva1) (articoloRiserva2 )  (articoloriserva3)   da consigliere comunale feci alcuni interventi  (Linkinterventiconsiglio) . Se devo dire il vero,  dopo essere decaduta, avrei preferito che mai più si fosse parlato di riserva e come me, tanti sollevarono seri dubbi. Alla proposta regionale, di riproporre i vincoli, senza una adeguata regolamentazione, seguirono centinia di osservazioni ed opposizioni, da parte di tanti cittadini. Anche io mi attivai come presidente dell’associazione ASIEUR per presentare le opposizioni (linkopposizioni) e perfino una proposta di regolamentazione emendata (linkregolamentazionemendata).  
Mi rendo conto di come sia incredibile immaginare di quanto impegno una persona sola possa mettere, per la risoluzione di problemi che riguardano la collettività e consentitemi lo sfogo, guardando a ritroso mi rendo conto che con il tempo tutto sbiadisce e diventa irrilevante per i tanti al punto da chiedermi se ne sia valsa la pena.
Tuttavia, oggi, alla luce della proposta del consiglio comunale, ho avuto delle perplessità ed anche io, da ex amministratore, con evidenti tendenze al pragmatismo estremo, voglio dare il mio contributo alla discussione. Vedete, so bene che oggi va di moda la cultura ambientalista e riesco pure a capire chi ci crede veramente, ma molti dimenticano che in Italia, tale propensione viene intesa come un modo per impedire lo sviluppo. La mozione presentata, da una parte, propone l’istituzione della riserva di Santo Pietro,  dall’altra, suppone che cià sia fatto con una regimentazione vincolistica abbastanza leggera e permissiva. Sono davvero colpito della buona volontà, ma non ci si rende conto che si tratta di una contraddizione in termini.
La Riserva è riserva, lo dice la stessa parola, dopo la sua istituzione tutto si congela e nessuno si illuda che ciò possa portare benefici. Qualcuno, forse, pensa che si tratti di  un mezzo per accedere ad eventuali contributi della Comunità Europea, ma temo che non ne valga proprio la pena.
Voglio ricordare che con le stesse buone intenzioni, negli anni 70, a Caltagirone, fu apposto un irragionevole vincolo idrogeologico, inutile ed eccessivamente esteso, che crea limiti, perfino agli interventi in agricoltura e nessun beneficio è arrivato, anzi, solo costi per ottenere i permessi.
Ritornando alla Riserva, la problematica  più grande è costituita dai vincoli nelle aree di preriserva che appartengono ai privati cittadini che non potranno avviare più alcuna attività edilizia ed economica così come accadde anni addietro. Ecco perché, se possibile, dobbiamo evitare di chiedere alla Regione di vincolarci i nostri territori. Di vincoli ne abbiamo abbastanza e voglio ricordare che le arree Boschive e quelle prossime ad esse, sono già sottoposte a vincoli di tutela di altra natura.
Una riserva potrebbe essere anche ipotizzata, ma certamente non estesa come quella che fu istituita nel 1999, limitata ad alcune aree boschive, neanche tutte, quelle più pregevoli.  Spero di avere dato un contributo e riflettiamo bene prima di lanciarci in battaglie che poi si ritorcono contro noi stessi. 

F.to Claudio De Pasquale.

Revisione Catastale per i lavori di ristrutturazione?

I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile possono comportare una variazione della rendita catastale e quindi un riclassamento da parte dell’Agenzia delle Entrate solo se gli interventi sono tali da modificare i caratteri originari dell’immobile (per esempio cambiamento degli impianti, diversa disposizione delle stanze ecc.).

Non si rischia, invece, la revisione catastale qualora si tratti di meri lavori conservativi dell’immobile.

È quanto confermato da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate.

La categoria catastale dell’immobile dipende dalle cartteristiche:

– intrinseche del fabbricato che le ospita: la destinazione dell’unità (per esempio abitativa, commerciale ecc.) deve essere ordinariamente compatibile con dette caratteristiche;

estrinseche: l’ubicazione e i servizi territoriali disponibili determinano essenzialmente il livello di redditività (classe) dell’immobile, valore che può ordinariamente modificarsi nel tempo.

Gli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate effettuano una verifica generalizzata dei classamenti attribuiti a tutte le unità immobiliari ubicate in specifici contesti territoriali (microzone) in cui sia stato riscontrato un anomalo scostamento nei rapporti tra valori medi di mercato e valori medi catastali.

Ioppolo Sindaco e bilanci di Bonanno equilibrati…..

Felice due volte. La prima perché ha vinto la città, con Gino Ioppolo Sindaco. La seconda perché con la delibera commissariale n 70 del 17-6-2016 è stato accertato l’equlibrio di bilancio dell’amministrazione Bonanno. False quindi tutte le congetture di certi manipolatori dell’informazione. Era come dicevamo noi, il bilancio stabilmente riequilibrato si poteva presentare tranquillamente perché nel 2014, durante la permanenza dell’ultima giunta municipale, si è compiuta un proficua attività di recupero dell’evasione e di riaccertamento delle entrate e uscite tali da consentire la presentazione di un bilancio in equilibrio, al quale tanti non vollero credere e quindi respinto, causando la mozione di sfiducia. Incredibilmente, lasciamo in eredità oltre ad un bilancio equilibrato, oltre 20 milioni di euro da riscuotere. Sono contento che potranno servire per fare amministrare con più serenità il nostro futuro sindaco. Ora mi aspetto che qualcuno si ravveda e provi a chiedere scusa. Dato che non parlo a vanvera ecco il link del documento che certifica l’equilibrio di bilancio durante l’amministrazione Bonanno e successivo commissariamento. Cliccaci sopra e leggi con i tuoi occhi, dopo, valuta con la tua testa.  Bilancio equilibrato 2012-2016